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06/11/2005, 00:00 Storia

TERRA MIA - Poema

Terra Mia - In queste due parole è compendiato tutto l'amore che Alfredo Borzacchini dimostra per il suo paese natale, per la gente e per il vissuto intenso in un borgo che l'ha visto crescere e che ne ha seguito le vicende, ora liete ora tristi, ma sempre appassionate, della vicenda umana. L'opera poetica dell'Autore si snoda attraverso un ideale percorso lungo il sentiero della memoria da cui appaiono, come su di un fantastico schermo, protagonisti scomparsi e viventi, che hanno segnato, con il loro vissuto, la storia quotidiana di San Salvo. [...] ''Terra mia'' si propone, quindi, come un racconto intellettuale dedicato al proprio paese, alle espressioni che lo qualificano e lo caratterizzano, con la sua gente, le vicende civili, sociali e politiche, che pure rappresentano gli elementi esistenziali d'un popolo, la cui dignità si misura anche attraverso la memoria di quanti ci hanno preceduto [...] Giuseppe Catania

''[...] O terra mia andiamo
all'infinito,
lo sai che abbiamo perso
la partita ?
Ma io rivedo ancora
Pasqualuccio
uscire dal suo piccolo
negozio
per metter fuori corde e
candeggina,
poi lento riscendere i tre
gradini
per scomparire dentro la
bottega.
Di ciò che dice l'alma me
ne frego,
mi guardo intorno e voglio
ricordare,
il mio paese deve
ritornare,
diventi realtà la mia
memoria,
voglio dimenticar che questa è
storia.
Ecco il mio pensiero torna
ancora
entro la scena che vivevo
allora.
Per primo dalla Porta della
Terra
usciva il dottore don
Gustavo,
fu figlio di quell'Angelo
Cirese
al quale si pagò la
fondiaria.
Domenico Cervone
discendeva il Corso Garibaldi per
parlare
al giovane dottore che
attendeva,
costui in quel momento era
a guardare
Camicia Carlo Alberto che
usciva
da Michelino il vecchio
tabaccaio.
Così i tre cominciarono a
parlare.
Camicia Carlo Alberto
comunista,
Domenico Cervone,
socialista
e don Gustavo
democristiano.
Parlavano di fame e di
miseria
nel mio paese offeso
dalla
guerra,
di gente ch'emigrava in
Argentina
In cerca di lavoro e di
quattrini.
Antonio e Raimondo
Gradinore
erano partiti proprio
allora.
[...]



Alfredo Borzacchini

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Reg.Tribunale di Vasto n.106 del 25 Mag 2005 | Anno 8 | numero 138