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04/08/2010, 00:00 Storia

Santa Maria di Bisaccia

Un percorso tra storia, tradizione, cultoa cura di Claudio D'Ascenzo, Nicoletta D'Aulerio D'Aurizio e Teresa Bracone

Dopo anni di pazienti e attente ricerche, è giunta finalmente alle stampe - grazie all'impegno di don Claudio D'Ascenzo e della comunità parrocchiale di San Matteo apostolo di Montenero - l'attesa opera di Nicoletta D'Aulerio D'Aurizio e Teresa Bracone su “Santa Maria di Bisaccia”. Si tratta di un avvincente "percorso tra storia, tradizione e culto" relativi all'importante santuario mariano che di fatto costituisce un evento di grande rilevanza culturale per la cittadina di Montenero e il territorio bassomolisano circostante. In soli quattro capitoli le autrici affrontano altrettanti e fondamentali temi: "Il santuario nel tempo", dalla Grotta di Bisaccia alla realizzazione di una cappella (presso il tratturo Centurelle-Montesecco), poi riedificata in nuovo sito e divenuta tempio in seguito a diversi interventi edilizi di ampliamento; "L'immagine della Madonna tra leggenda e realtà , dove l'icona è analizzata nei suoi caratteri e nella sua evoluzione; "Riti e tradizioni", con i culti e il senso della festa annuale del 15 e 16 maggio; "La devozione mariana", osservata attraverso il tempo e i luoghi, compresi i paesi d'oltreoceano. Il genere del testo è molto particolare, in quanto vi ritroviamo contemporaneamente le tipologie del saggio, del racconto e della memoria; ma i frequenti riferimenti ai documenti - scritti e della tradizione orale - consentono un metodo d'indagine che può dirsi oggettivo, “scientifico” così che la scrittura acquisisce finalità di ordine prevalentemente conoscitivo e didattico. Obiettivo dichiarato delle autrici è infatti quello di recuperare "il patrimonio spirituale del luogo, con tutte le implicazioni demo-etno-antropologiche plurimillenarie della comunità" utilizzando "un linguaggio volutamente semplice, scevro di pretese letterarie" che possa arrivare a "tutti" e insieme costituire un incentivo a "interessarsi dell'argomento" al fine di "rinverdire la memoria, arricchirla e consegnarla alle generazioni future". L'opera pertanto va ben oltre l'argomento religioso principale, evidenziando aspetti della vita sociale e culturale nel contesto geografico e temporale di riferimento. La storia di Montenero di Bisaccia è ricca di momenti alti: luogo di civiltà rupestre, nel II millennio a.C.; centro italico e romano, tra il VI sec. a.C. e il IV d.C., castello nel Medioevo (che, dopo la peste nera del 1348, avrebbe inglobato diversi casali abbandonati, tra cui Montebello, Ripaorsa e Pietrafracida); cospicuo abitato agro-pastorale nel Rinascimento e nel Sette-Ottocento; infine cittadina dal modello produttivo e sociale assai più diversificato (agricolo, commerciale, artigiano-industriale e turistico), tra il XX e il XXI secolo. Ebbene, la vicenda del santuario di “Maria Santissima di Bisaccia” si inserisce appieno nelle vicende storiche dell'ultimo millennio, come una sorta di filo rosso intorno al quale si compone anche l'identità montenerese. Un'identità ricca di valori (la fede, la famiglia, il lavoro, la generosità, l'ospitalità) e di apporti culturali diversi, che provengono dalle civiltà che l'hanno contraddistinta, di cui portano i segni sia l'icona della Madonna (dalla prima presunta datazione del 1205 fino alla discussa operazione di restauro del 1965) che il suo Luogo Sacro (nella metamorfosi da santuario “rupestre” a Cappella sulla strada dei pastori, a tempio delle genti agricole e poi delle nuove classi lavoratrici e piccolo-medio borghesi). La presente opera offre pertanto un contributo originale agli studi storico-antropologici del Basso Molise nel mentre evidenzia l'esigenza di una intera comunità a volersi meglio conoscere per dare radici al progetto di trasformazione in atto e alle ipotesi della “città futura” (che ora si protende sempre più verso l'Adriatico). In conclusione, va evidenziato il ricco ed espressivo apparato iconografico, prodotto da diversi fotografi, che non si limita ad accompagnare il testo ma introduce ulteriori elementi di conoscenza del culto e della devozione mariana all'interno dello stupendo quadro di ambiente naturale, rurale e urbano locale. Giovanni Artese






Giovanni Artese

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