Ciao Cecchina, il simbolo di un commercio che non c'è più

Antonio Cilli
21/02/2017
Attualità
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Francesca Pollutri, per tutti "Cecchina" è tornata alla casa del Padre.

Ho deciso di scriverne perchè Cecchina, con il suo piccolo negozio di generi alimentari di via San Giuseppe è stata, forse inconsapevolmente, un simbolo e una icona di un mondo che rischia di non esserci più e che andrebbe probabilmente difeso.

Un negozio di prossimità, una bottega, un luogo di commercio ma anche di umanità; una vetrina e una luce accesa ad illuminare una strada. Cosa sarebbero le nostre strade i nostri quartieri senza più negozi?

Botteghe che erano e possono tornare ad essere luoghi di incontro, luoghi di scambio, di amicizia, di credito e solidarietà. In una parola di umanità.

Vedevo persone comprare con il libretto (segnando la spesa) e saldare a fine mese, persone dire "Cecchina passo dopo a pagare" o "domani passa mamma"... e io che volevo panini troppo imbottiti venivo educato a non mettere più prosciutto che pane. Oggi spesso ci penso quando compro qualcosa a "non comprare più prosciutto che pane".

Ceccchina oggi mi appare, in tutta la sua forza, come un personaggio cardine di una piccola comunità, proprio come quelle di cui predicava un certo Adriano Olivetti.

Ciao Francesca che la terra ti sia lieve e che la nostra terra possa trovare tanti uomini e donne capaci di fare commercio come sapevi fare tu.

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