Parole d’Arte... Forze Emergenti

La scultura del Maestro Antonio Di Tommaso

| di Maria Cristina Di Carlo
| Categoria: Arte
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Forze emergenti è la scultura che il maestro Antonio Di Tommaso, docente della cattedra di scultura all’Accademia di Belle Arti di Firenze fino al 2012 e oggi presidente della classe di scultura dell’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze, ha realizzato per la costruzione della fontana monumentale nella villa comunale di San Salvo.

La scultura, inserita nell’ampio progetto di riqualificazione della villa comunale sviluppato dall’architetto Roberto Tiberio, rappresenta la Porta dell’Acqua: il luogo dell’accoglienza. Forze emergenti è la seconda opera di arte pubblica realizzata a San Salvo. Un’opera, dunque, che per sua natura entra nel tessuto sociale e nella struttura urbana della città, ma nel suo essere monumentale si spinge oltre e diventa celebrativa della società che aspira a rappresentare: i sansalvesi. Una comunità che nelle sue contraddizioni sa essere forte, «prepositiva ed energica, proiettata verso il futuro ma anche rispettosa della tradizione».

Intervista al Maestro Antonio Di Tommaso

Com’è nato il progetto Forze Emergenti?
Anche il progetto per la Fontana di San Salvo, come del resto lo studio preparatorio di tutti i miei lavori, è frutto di una lunga ricerca iniziata a partire dai primi anni ’70 e proseguita costantemente, fino a divenire fondamento e guida nella mia professione. Disegnare, osservare, riflettere, verificare ancor prima di avvicinarsi alla materia trattata è per me condizione essenziale per esprimere al meglio quanto la percezione mi suggerisce.
La mia formazione risente in particolare delle tante esperienze che nella Firenze degli anni ’60-’70 e altrove ho avuto modo di sperimentare sia da studente che, in seguito, lavorando e dialogando con i più autorevoli artisti di allora fra cui Antonio Berti, Vinicio Berti, Primo Conti, Quinto Martini, Marcello Mascherini, Mario Moschi, Arnaldo Miniati, Gualtiero Nativi, Silvio Polloni, Marcello Tommasi, Jorio Vivarelli. Queste stimolanti frequentazioni suscitavano in me interesse e curiosità fino a spingermi ad accogliere, come pratica costante, l’abitudine a frequentare incontri d’arte e a visitare le più varie manifestazioni artistiche.

Verso la metà del 1960 ebbi modo di visitare una bellissima esposizione del grande Maestro Le Corbusier, allestita nel Palazzo Strozzi di Firenze. In quella mostra si parlava di spazi e di forme − anche di grandi dimensioni − ma pur sempre armoniche e rispettose dell’ambiente circostante. Tutto per me era riflessione. In quegli anni c’era molto fermento intorno al tema legato all’architettura e la Firenze di allora ne era espressione; era una città vivace, con una facoltà di Architettura prestigiosa e attiva a cui facevano capo architetti come Giovanni Michelucci, Leonardo Savioli e altri rinomati professionisti ‒ basti pensare al team di architetti del 'Gruppo Toscano' che ideò la stazione ferroviaria di Santa Maria Novella di Firenze, capolavoro legato alla corrente architettonica razionalista sviluppatasi in Italia negli anni venti e trenta e proseguita fino agli anni Settanta.

La frequentazione dei tanti amici iscritti a quella facoltà di Architettura ‒ di cui faceva parte Roberto Tiberio con il quale ho collaborato nella realizzazione della fontana per San Salvo − mi permise di seguire conferenze e dibattiti intorno ai temi architettonici legati all’ambiente. Concetti che rafforzarono in me l’attitudine verso una ricerca scultorea in armonia con l’ambiente e concepita, sia nelle forme che nei materiali trattati, per un suo possibile inserimento in uno spazio urbano.

Da che cosa è stato ispirato?
Tenendo conto delle scelte progettuali sia per la fontana che per l’area circostante previste dell’amico Roberto Tiberio, tecnico-incaricato dall’amministrazione locale del progetto di riqualificazione del parco comunale, ho inteso rappresentare una scultura la cui forma esprimesse concetti significativi legati alla mia sensibilità artistica, ma anche idealmente riferiti allo sviluppo socio-economico di San Salvo nella sua recente storia come nucleo industriale. In questo progetto la Vetreria Pilkington, industria trainante nel territorio vastese, ha dato un concreto sostegno all’opera di rinnovamento del parco comunale fornendo i blocchi di vetro che, uniti all’acciaio, compongono la fontana-scultura e i percorsi che circondano l’opera stessa.

È stato fatto un preventivo studio del territorio o l’opera è nata da un’idea autonoma successivamente contestualizzata nel tessuto urbano cittadino?
Ritengo che lo studio preventivo di un dato territorio sia sempre indispensabile. Ed è così che ci siamo mossi.

Quali studi sono stati compiuti per la realizzazione di Forze Emergenti?
Con l’arch. Tiberio, che ringrazio ancora per la sua professionalità e la sua costanza, abbiamo discusso a lungo per alcuni mesi sul progetto della fontana. Abbiamo cercato di studiare a fondo l’area destinata e le relative difficoltà tecniche che avremmo inevitabilmente incontrato nel corso della sua realizzazione. Si è anche valutato l’impatto che l’opera avrebbe avuto sull’ambiente circostante, studiando e ipotizzando quale fosse la soluzione migliore.

A conclusione di questo comune percorso sono poi passato alla rappresentazione grafica della fontana ripercorrendo le tappe che il mio modo di lavorare mi impone: sono emersi così disegni sopra a disegni, studi e analisi al fine di dar corpo alla mia idea per quella fontana. Ai disegni ha fatto seguito la fase dei bozzetti eseguiti prima in creta, poi in terracotta e in gesso, provando, ritoccando e modificando, fino a giungere a quella forma che l’opera realizzata oggi esprime.

Perché sono stati scelti quei materiali?
Per la scelta del materiale da utilizzare ci siamo orientati verso il vetro e l’acciaio, due materiali nuovi in questo settore e che, pensavamo, avrebbero valorizzato il modello scelto per questa opera monumentale. La componente vetro e acciaio conferisce all’opera eleganza, trasparenza e leggerezza integrandosi molto bene con lo spazio circostante. Sono anche materiali che permettono di esprimere al meglio la creatività soggettiva e perciò sempre più scelti non solo dagli scultori ma anche da altri professionisti - architetti e ingegneri - in quanto rispondenti alla necessità di creare strutture belle e funzionali.

Ma un’ulteriore ragione ci ha spinto a scegliere il vetro come materiale 'principe': come ho detto poc'anzi, il vetro è stato fornito dalla Vetreria Pilkington che ha accolto e sponsorizzato l’iniziativa; era quindi per me doveroso rendere omaggio alla ditta stessa, unitamente alle migliaia di operai che hanno lavorato e che lavorano in quell’azienda così importante per l’economia del territorio vastese.

Qual è il messaggio che l’opera vuole lanciare in generale e alla città di San Salvo?
La Fontana Forze emergenti rappresenta un’opera di grande interesse non solo per il positivo risultato raggiunto sotto il profilo estetico. Abbiamo inteso realizzare una scultura che non fosse soltanto un elemento visto dall’esterno, ma un’opera accessibile alla popolazione quasi a dar vita simbolicamente ad un dialogo vivace e continuo con gli abitanti della città e con il pubblico in generale. Coerente con questo concetto è la realizzazione della passerella in legno progettata dall’architetto Tiberio che, percorrendo dall’interno la scultura, 'sollecita' tale dialogo e invita all’integrazione dell’intera comunità.

Penso, oggettivamente − non perché parte interessata – che la fontana di San Salvo rimanga ancora una delle opere più interessanti realizzate in questi ultimi anni nel nostro Abruzzo. Nel realizzarla ho cercato di dar vita ad una forma che contenesse l’espressione di una comunità nuova, prepositiva ed energica, proiettata verso il futuro ma anche rispettosa della tradizione. L’opera intende rappresentare l’armonia e la bellezza estetica e al contempo sottolineare lo sviluppo industriale di San Salvo in cui le nuove tecnologie sono ormai parte integrante del paesaggio e del suo sviluppo economico e sociale.

FOTO DI GIOMIX68

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