Una lezione di vita, oggi al Mattioli

Le droghe annullano ciò che siamo, la prevenzione è fondamentale

| di Antonia Schiavarelli
| Categoria: Attualità
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150 gli studenti che questa mattina hanno incontrato Paolo Stucchi

Chi è Paolo? Paolo è un ex tossicodipendete, che oggi lavora con la Narconon un centro per il recupero dalle dipendenze, per testimoniare la sua esperienza negativa con la tossicodipendenza.

I genitori, le scuole, il mondo degli adulti, spesso parlano delle tossicodipendenze, ma in una cosa Paolo è stato molto chiaro, chiunque si droghi, non ha coscienza di avere una dipendenza, quando "ti fai", pensi sempre di poterne uscire quando vuoi.

I nostri ragazzi vivono in una realtà, in cui la "canna", la "pasticca", si trovano con molta, troppa facilità. L'illegalità non è più un deterrente. 

Lo può essere secondo Paolo, la consapevolezza, che le droghe non danno una maggiore coscienza di sè, non forniscono quel divertimento che fa uscire dalla noia, ma creano solo un baratro più profondo, non solo con chi ti circonda, ma soprattutto con te stesso.

Paolo ha narrato la sua storia, cinque anni di tossicodipendenza, non mostrando "lo schifo" che ti crea intorno, ma offrendo se stesso quale esempio di persona disintossicata, realizzata, non nelle droghe, ma grazie alla consapevolezza raggiunta uscendo da quell'abisso in cui si era catapultato.

Due ore di monologo, nelle quali i ragazzi dell'Istituo Mattioli, non hanno mai abbassato l'attenzione, dalla narrazione della storia di un ragazzo, non molto diverso da loro, un ragazzo di buona famiglia, senza troppi problemi, che nonostante tutto è diventato un "tossico".

E' grazie al progetto Think Family del comune di San Salvo e alla sua responsabile la dottoressa Marianna Trimboli, all'apertura e alla collaborazione che si sono instaurate tra la dirigente Sara Solipaca e l'assessore alle politiche sociali Maria Travaglini, che Paolo ha avuto la possibilità di parlare con gli studenti del Mattioli, con un progetto che si propone di sostenere le famiglie.

A fine riunione, a microfoni spenti, gli adulti presenti, hanno chiesto come sostenere i ragazzi in un percorso ad ostacoli, qual è l'adolescenza. In questo Paolo è stato molto chiaro, "aiutateli ad avere uno scopo, ad avere un obiettivo da raggiungere". 

Antonia Schiavarelli

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