Reati predatori e quel senso di insicurezza che cambia le nostre abitudini

| di Antonia Schiavarelli
| Categoria: Attualità
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Immagine di repertorio

Dagli addetti ai lavori, vengono definiti "reati predatori", i cosiddetti reati che ledono la persona, furti in appartamento, d'auto, quei reati che ledono direttamente la sfera intima delle persone, delle famiglie.

Sono reati minori, che vanno però a minare il senso di sicurezza di chi li subisce e delle persone a loro vicine.

Sono questi i reati maggiormente percepiti soprattutto nel Vastese, con furti e rapine la cui cadenza quasi quotidiana, crea un senso di insicurezza tale nei cittadini, da rendere necessarie "campagne" dal nome rassicurante. E' così che il Prefetto Antonio Corona, ha fatto scendere in campo le Forze dell'Ordine, con l'operazione "Natale sicuro" (leggi), rendendo ben visibili sul territorio, Carabinieri, Polizia, con posti di blocco, sorvolo in elicottero del territorio, aumentando così la "percezione" della loro presenza.

Ma i furti e le rapine sono continuati, anche in questo oramai passato Natale, ed il senso di impotenza che questi portano, nonostante la "campagna" prefettizia, permane.

Si creano "Comitati per la sicurezza" tra gli imprenditori (leggi), l'esempio sansalvese dovrebbe reputarsi più una sconfitta che un esempio di cittadinanza attiva, per la necessità di dover far capo ad una vigilanza privata, per far fronte a quel diritto alla sicurezza che dovrebbe essere primario per una convivenza civile.

Le Forze dell'ordine, almeno su questo territorio, sono sottodimensionate. Mancano gli uomini, mancano i numeri.

C'è chi lotta per la permanenza del Tribunale, al contempo bisognerebbe portare avanti una lotta per avere una maggiore presenza di uomini che possano vigilare su un territorio di confine, fragile per definizione, permeabile alla delinquenza esterna di regioni a forte incidenza criminale e con una criminalità interna, che beffa quotidianamente le autorità presenti sul territorio, coscienti di una legge che sembra non essere dalla parte delle vittime.

Si accostano spesso i dati della delinquenza della nostra regione, a quelli della Valle D'Aosta, reputando quest'ultima probabilmente "Un'isola felice".

I dati del Ministero dell'Interno, ci offrono un'altra realtà:

Al 31 dicembre 2015 in Abruzzo sono stati registrati 25.324 furti, in Valle D'Aosta 1.791.

Al 31 dicembre 2014 erano 27.421 i furti contro i 1.914 della Valle D'Aosta.

Questi i dati in valori assoluti.

Se si confrontano in termini relativi:

In Abruzzo nel 2015 su 100 mila abitanti sono avvenuti 3.743 delitti, in Valle D'Aosta 3.434, in Campania 3.892.

Nel 2014 sempre su 100 mila abitanti sono avvenuti 3.945 delitti, in Valle D'Aosta 3.688, in Campania 3.836.

Come è evidente i nostri dati sono più equiparabili a quelli della Campania, con uno scarto ben più minimo rispetto a quelli della Valle D'Aosta, eppure è a quest'ultima che si fa riferimento volendo fare degli esempi.

Ciò cosa comporta realmente, oltre ad una sottrazione di ricchezza?

Il danno immateriale, se possibile è ancor più lesivo di quello materiale. Cambiano le abitudini di vita, cambia la percezione di un futuro che non vedi solido, ma fragile alla mercè di atti delinqueziali. I beni possono essere riacquistati, con sacrifici e rabbia, ma la sicurezza ed il senso di tranquillità, una volta depredato, non lo si riacquista mai totalmente.

Fonti:

Annuario delle Statistiche Ufficiali dell'Amministrazione dell'Interno 2016

Annuario delle Statistiche Ufficiali dell'Amministrazione dell'Interno 2015

Antonia Schiavarelli

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