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“Le foibe: una cicatrice ancora aperta”

Il Giorno del Ricordo narrato dai ragazzi del Mattioli

| di RSS Mattioli L. Tana-C. Antenucci-F. D'Andreamatteo-A. Albo-F. Celauro
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Il 15 febbraio si è tenuta presso il Monumento ai Caduti di San Salvo la commemorazione della giornata del Ricordo, celebrata lo scorso 10 febbraio.

Una delegazione dell’IIS “R. Mattioli” ha partecipato all’evento, aperto dalla benedizione della corona (deposta presso il monumento) da parte di Don Vincenzo Giorgio. Sono poi intervenuti Marco Di Michele Marisi, responsabile provinciale del “Comitato 10 Febbraio”, il sindaco di San Salvo Tiziana Magnacca e l’esule istriana Magda Rover. La storia di quest’ultima è stata caratterizzata da dolore e paura negli anni 1943-1947, quando era solo una bambina: torturato il padre da parte dei partigiani titini e in seguito rinchiuso nel castello di Pisino, riesce a salvarsi dalla foiba per un caso fortuito.

Comunque tutta la famiglia deve continuare a vivere in condizioni di instabilità e di paura fino all’emigrazione in Veneto, dove inizierà un altro periodo complicato per la neoadolescente Magda. Figura importante per lei è stata Norma Cosetto, seviziata e infoibata dai partigiani titini, alla quale ha anche dedicato una poesia “Io ero là, Norma” immedesimandosi fortemente in lei.                                              

Sicuramente è stato un discorso significativo nei tempi attuali, caratterizzati da sentimenti di intolleranza e paura verso il diverso. La Rover, da buona insegnante (lavoro che ha svolto per 40 anni) ha tentato di sensibilizzare soprattutto la comunità più giovane attraverso l’informazione, l’istruzione e lo spirito critico, per arrivare ad una verità incondizionata. Invoca la pace, ma azzarda anche ad invocare la “guerra”, ma ragionata, ideologica e soprattutto pacifica con la funzione esclusiva di crescita e maturazione della società.                                                                                       

È bastato l’inno nazionale alla fine della commemorazione per ricordarci della nostra comune appartenenza italiana, che nell’unione e nella solidarietà deve permetterci di non compiere più efferatezze di questo genere, che come ribadito dal sindaco Magnacca rappresentano una “cicatrice ancora aperta a causa di un primo negazionismo da parte dello stato italiano, che si è ravveduto ed ha recuperato con la legge 92 del 30 marzo 2004, istituendo la giornata del Ricordo”.

RSS Mattioli L. Tana-C. Antenucci-F. D'Andreamatteo-A. Albo-F. Celauro

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