L'uso di droghe inizia dopo la quinta elementare: parla Antonietta Fabrizio

La responsabile Servizio Dipendenze Patologiche di Vasto sottolinea l'importanza della prevenzione

| di Maria Napolitano
| Categoria: Attualità
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Spesso arrivano in redazione segnalazioni sulla presenza, nei luoghi meno opportuni (scuole e luoghi di svago dei più giovani), di siringhe lasciate da chi fa uso di sostanze stupefacenti. Di seguito una breve intervista alla dottoressa Antonietta Fabrizio, responsabile del Servizio Dipendenze Patologiche (Ser.D.) di Vasto e Lanciano.

Qual è la dimensione di questo fenomeno a San Salvo e nel circondario?

Ci sono dei dati molto allarmanti. A Vasto su una popolazione di oltre 40000 abitanti ci sono 170 eroinomani, a San Salvo su oltre 20.000 abitanti ce ne sono 151, a Monteodorisio con una popolazione di circa 2.500 abitanti ce ne sono 35 e a Cupello con una popolazione di 4.800 ce ne sono 25. Questi dati sono ancora più preoccupanti per il fatto che coloro che accettano di essere curati e si rivolgono a noi della Azienda Sanitaria Locale, rappresentano solo il 30% del totale. Questo giustamente perché il diritto alla salute rappresenta un diritto e non un dovere e quindi non tutti scelgono di curarsi. Inoltre questi sono solo i numeri di chi fa uso di sostanze importanti. C'è una grossa fetta di giovani e giovanissimi che fanno uso di sostanze stupefacenti di minore importanza.

A che età si ha il primo approccio alle sostanze stupefacenti?

Abbiamo rilevato dai formulari che vengono distribuiti a questi ragazzi/adulti che il primo approccio a queste sostanze avviene sul finire della quinta elementare e l’inizio della prima media.

È importante fare prevenzione?

È importantissimo fare la prevenzione e questa va fatta “sempre e mai”. Prevenire è sempre meglio che curare. Dal 2008 è cambiato l’approccio a questo fenomeno. Prima facevamo prevenzione direttamente ai ragazzi oggi puntiamo più sugli adulti. Questo perché si è riscontrato che i ragazzi erano incuriositi dallo sperimentare gli effetti di quelle sostanze sui loro corpi e quindi spesso ottenevamo l’effetto contrario. Oggi ci rivolgiamo invece agli adulti genitori, insegnanti ed educatori di parrocchie. L’ideale è cominciare già nel periodo dell’asilo perché già in quella fase i bambini cominciano a delineare dei processi comportamentali (come ad esempio la tendenza a non rispettare le regole) che, potenzialmente, un giorno li potrà condurre ad avere una forma di dipendenza. La scienza sta dimostrando che oltre a dei fattori socio culturali, incidono anche dei fattori neuro-biologici. Motivo per cui prima si comincia a correggere e rilevare eventuali anomalie di comportamento e più si potrà essere incisivi.

Il Ser.D quando  e con quali modalità fa questo tipo di prevenzione?

Noi interveniamo con percorsi ad hoc per adulti con ogni scuola, parrocchia o altro ente che presentano una richiesta formale al nostro ente. Le scuole dovrebbero fare questa richiesta già quest’anno per l’anno scolastico prossimo. È questo un servizio che noi prestiamo nell’orario di servizio e quindi per i richiedenti è un servizio gratuito

 

Maria Napolitano

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