A chi arde ancora il petto per la nostra patria Italia?

Una festa del 4 novembre caratterizzata da una marcata assenza della cittadinanza

| di Maria Napolitano
| Categoria: Attualità
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Il 5 novembre San Salvo ha celebrato la Giornata dell’unità nazionale e delle forze armate, una festa molto sentita fino a qualche decina di anni fa e che oggi è meno nota. Il giorno prestabilito per questa festa è il 4 novembre ma per coinvolgere anche le scuole l'amministrazione comunale l'ha posticipata al giorno successivo, come riferito dal Sindaco Tiziana Magnacca nel discorso conclusivo della celebrazione.

La giornata dell’unità nazionale del 4 novembre, istituita nel 1919 e celebrata dall’Italia anche prima, durante e dopo il fascismo, è durata fino al 1976, dal 1977, dopo una riforma del calendario volta ad aumentare i giorni lavorativi, è stata posticipata alla prima domenica di novembre. Negli anni Ottanta e Novanta l’importanza della festa purtroppo è diminuita progressivamente.

Anche a San Salvo a celebrare questa importante tappa della storia dell'Italia c'erano solo le autorità civili e militari, le associazioni combattentistiche e dell'Arma della città e alcune classi della primaria di Sant'Antonio e della secondaria superiore del Mattioli. Pochi i cittadini presenti e per lo più persone che hanno avuto modo di ascoltare le storie di chi ha vissuto in prima persona la prima guerra mondiale. In tanti hanno notato l'assenza della cittadinanza. Una signora di circa settant'anni ricordando uno zio che era partito bersagliere e non è più tornato perchè perito in Russia ha affermato: "è questa una festa in cui ci dovrebbe essere tutto il popolo per non dimenticare chi ha dato la vita anche per noi e quanto è brutta la guerra".

Tanti i momenti clou della celebrazione. Innanzitutto la partecipazione al Memoriale della passione e della risurrezione del Signore presieduta da don Vincenzo Giorgio in suffragio dei soldati periti durante la prima guerra mondiale presso la chiesa di San Giuseppe. Il sacerdote ha ricordato i soldati che nel 1899 sono stati chiamati a difendere la patria quando erano ancora ragazzi con tante aspettative e speranze di vita proprio come quelle dei diciottenni di oggi presenti anche durante la celebrazione. "Quante lacrime sono state versate per tutti coloro che non sono più tornati."

A conclusione della Santa Messa, in corteo ci si è diretti prima presso il Monumento dei Caduti in via Roma dove si sono vissuti i momenti solenni dell'Alza Bandiera, l'intonazione dell'inno d'Italia e la deposizione della Corona di Alloro e in seguito al cimitero dove il maggiore Amedeo Consales ha dato voce al messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella per la festività del 4 novembre e il Sindaco Tiziana Magnacca ha tenuto un accorato discorso sul valore dell'amore per la patria e delle forze armate rivolgendosi ai bambini e ai ragazzi. "Sentite l'ardore per la vostra patria. .. Viva l'Italia. Viva le Forze Armate e viva San Salvo". Ha concluso il primo cittadino.

La commemorazione è terminata presso al Rotonda degli Alpini all'ingresso della città dove è stata depositata un'altra corona di alloro.

L'intera celebrazione è stata accompagnata dal complesso Bandistico Città di San Salvo e dalle note del "Silenzio" intonate dal suo direttore artistico Antonio Bonanni durante la consacrazione eucaristica e nei momenti più solenni.

Maria Napolitano

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