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Gesù scende, si siede, si pone in mezzo al popolo, Gesù mi offre tempo, spazio, disponibilità piena

Commento del Vangelo 10 febbraio

| di Don Gianluca Bracalante
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Dal Vangelo secondo Luca Lc 5,1-11

In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca.

Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare.

Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini».

E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.

“Forse mai come ora sentiamo nostre le parole di Pietro: Abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla. Ad ogni modo vogliamo ringraziarti ugualmente, perché facendoci contemplare la povertà del raccolto, ci aiuti a capire che senza di Te non possiamo fare nulla.”

Anche oggi le parole di Pietro sono sempre più attuali “non abbiamo preso nulla” ma perché questa notte non abbandona il raccolto? Forse perché abbiamo smarrito gli atteggiamenti di Gesù su cui dovremmo fermarci tutti a riflettere sulla bellezza pedagogica che questo Vangelo ci insegna per una metodologia di ogni evangelizzazione e educazione:

Sedutosi, si mise ad ammaestrare le folle dalla barca” Gesù scende, si siede, si pone in mezzo al popolo, Gesù mi offre tempo, spazio, disponibilità piena per incontrarlo e conoscerlo. Cosi come le famiglie devono tornare ad offrire tempo per i figli ed essere i primi testimoni della fede in una società in cui i genitori “hanno continuato a chiedere i sacramenti della fede, ma senza fede nei sacramenti, hanno portato i figli in Chiesa, ma non hanno portato la Chiesa ai loro figli, hanno favorito l’ora di religione ma hanno ridotto la religione a una semplice questione di un’ora. Hanno chiesto ai loro piccoli di pregare e di andare a Messa, ma di loro neppure l’ombra, in chiesa” noi pastori dobbiamo tornare a stare in mezzo alla gente, far sentire la bellezza della presenza non formale o burocratica o ad orari ma costante e fedele. La Chiesa degli ultimi tempi ha smarrito questo rifugiandosi o in raduni mondiali o in continui convegni dove il Verbo sembra essersi fatto più carta che carne.

“Lo pregò di scostarsi un poco da terra” è l’atteggiamento di chi ha capito di lasciare le proprie sicurezze in una fiducia che non lascerà le reti vuote, è lo stile del credente che ha bisogno di staccarsi dalle cose di questo mondo per realizzare a pieno la propria vocazione e di non riempire il proprio tempo solo con il rumore delle cose materiali ma di riempire la propria vita di armonia dello Spirito attraverso la preghiera: il dialogo con Dio. Dobbiamo tornare a far pregare la comunità, educare alla spiritualità più che alla ritualità e se le palestre sono piene e lo yoga sta affascinando molti la colpa è anche nostra.

La Parola questa domenica ci chiede di sostare con Dio e di essere presenza per gli altri solo così potremmo fare spazio al mistero che ci chiede di prendere il largo e buttare le reti cioè di  fidarci non delle nostre miserie ma della sua Parola che trasforma la nostra umanità per testimoniare il suo amore.

 “Quando il tuo battello ancorato da molto tempo nel porto ti lascerà l'impressione ingannatrice di essere una casa, quando il tuo battello comincerà a mettere radici nell'immobilità del molo, prendi il largo. E' necessario salvare a qualunque prezzo l'anima viaggiatrice del tuo battello e la tua anima di pellegrino.”

 

Don Gianluca Bracalante

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