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Bambini disabili: la condizione in Italia tra scuola e associazioni di volontariato

| di Elena Montaldi
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Quando si parla di bambini disabili, si tocca indubbiamente un tema molto delicato: soprattutto per quanto riguarda l’approccio che la società e le persone hanno nei loro riguardi. Da questo punto di vista, l’Italia dimostra di essere un Paese sensibile alla questione, dato il suo approccio positivo e virtuoso.

Da noi, per fare un esempio concreto, le scuole posseggono oltre mezzo secolo di esperienza nell’inclusione, dato che l’introduzione del modello educativo per i disabili risale addirittura agli anni ’70. Non a caso, la Penisola vanta già da tempo figure specializzate come gli insegnanti per le speciali necessità: una situazione che l’ambasciatore Lorenzo Cornado ha voluto sottolineare durante il Consiglio per i Diritti Umani Onu.

Scuola e bambini disabili: la situazione in Italia

Negli ultimi anni è stato riscontrato un aumento del numero dei bambini disabili nelle scuole italiane: secondo i dati pubblicati dal Miur si parla di un incremento pari al +8,3% rispetto all’anno scolastico 2014-2015. Il rapporto ha sottolineato che la percentuale di studenti disabili oggi sfiora il 3% del totale visto che sono circa 254mila i disabili che frequentano le classi italiane.

Sempre stando ai dati del Miur, la quasi totalità degli studenti disabili (93%) è attualmente iscritto ad un istituto gestito dallo Stato: la restante percentuale, invece, viene divisa fra istituti paritari e non paritari. In altre parole, questi numeri testimoniano quanto segue: mai come oggi il dato relativo agli studenti con disabilità si è fatto così alto. Il tutto deriva anche da una crescita delle certificazioni di disabilità assegnate dal Miur. Altre considerazioni da sottolineare sono queste: nel 43% delle classi italiane si trova almeno un disabile, percentuale che sale fino al 46% se si considerano solo le scuole statali.

L’importanza del contributo privato

L’Italia si dimostra un Paese molto attento alle necessità dei ragazzi che soffrono di disabilità, ma non sempre questo basta. Per una totale integrazione e assistenza di questi bambini risulta fondamentale l’operato di alcune associazioni di settore come la Lega del Filo d’Oro che grazie alle donazioni ricorrenti fatte dai cittadini riesce ad assistere con continuità e in vari modi i bimbi più bisognosi come i sordociechi. Chiunque può contribuire, al punto che vengono addirittura organizzati dei corsi gratuiti per diventare volontari.

Poi, chi non ha il tempo necessario da dedicare a questa nobile causa, può comunque contribuire anche con una donazione minima. È importante capirlo, perché c’è tanta strada da fare anche qui da noi: ci sono ancora 4 milioni di disabili spesso soli e lasciati in condizioni di vulnerabilità. Di conseguenza, un piccolo gesto di cuore può migliorare la loro situazione, e non si parla solo ed esclusivamente di bambini.

La Penisola è da sempre orientata al sostegno dei disabili, però occorre non fermarsi e procedere lungo questa strada.

 

Elena Montaldi

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