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Epifania del Cristo richiede Ascolto e Preghiera

Commento al vangelo

| di Don Raimondo Artese
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Dal Vangelo secondo Luca (9,28-36)

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. Mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco, due uomini conversavano con lui: erano Mosè ed Elìa, apparsi nella gloria, e parlavano del suo esodo, che stava per compiersi a Gerusalemme.

Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; ma, quando si svegliarono, videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui.

Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi essere qui. Facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elìa». Egli non sapeva quello che diceva.

Mentre parlava così, venne una nube e li coprì con la sua ombra. All’entrare nella nube, ebbero paura. E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo!».

Appena la voce cessò, restò Gesù solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto.

E se oggi parlassimo di “Epifania”… suonerebbe strano?

 Fuori tempo?

Epifania significa manifestazione.

  1. La prima Epifania è quella al popolo di Israele – destinatario della prima Alleanza – che, grazie ai pastori riconosce nel Bambino il dono di Dio;
  2. altra epifania a tutti gli altri popoli simboleggiati dai sapienti che vengono da Oriente riconoscono il Bambino come re (oro), Dio (incenso) e uomo che muore (mirra).
  3. Dal Bambino di Betlemme all’adulto che verifica e decide il modo di seguire la proposta che i Padre gli manifesta nel Giordano dopo il battesimo di Giovanni.
  4. La trasfigurazione appare come un’onda che man mano si allarga e raggiunge nuovi lidi, perché coinvolge direttamente altri, gli apostoli.

Ci sono alcuni elementi importanti:

  • il monte: luogo dell’incontro-epifania di Dio;
  • la preghiera come condizione di ascolto di Dio;
  • il silenzio che esprime sia la meraviglia dei tre apostoli che la disponibilità ad ascoltare;
  • la fatica a stare davanti a Dio: il sonno che opprime Pietro, Giovanni e Giacomo.
  • Infine la parola del Padre che esce come voce dalla nube e invita caldamente ad ascoltare Gesù, “il Figlio mio, l’eletto”; è la stessa voce che aveva ascoltato Gesù nel Giordano, e tanto tempo prima, Abramo stesso.

È la stessa identica scena che si ripeterà nel Getsemani, dove:

  • In un luogo solitario, Gesù prega il Padre;
  • Nonostante la drammaticità del momento essi perderanno coscienza, oppressi dal sonno.
  • Dormire è sottrarsi alla realtà, al modo in cui uno svenimento permette di sfuggire a una situazione insopportabile.
  • Così i discepoli, davanti all'esperienza incredibile, preferiscono chiudersi in un mondo di sogni, allontanandosi dalla realtà.
  • L’arrivo di chi lo arresta, con il bacio di Giuda, che lo fa conosce.

Ciò è di capitale importanza quando compaiono momenti di "alterità": circostanze nelle quali non comprendiamo noi stessi o quanto sta accadendo:

  1. A volte sono esperienze storiche;
  2.  altre volte sono avvenimenti nella nostra vita (malattia, sofferenza...).
  3. L'incoscienza, l'iperattività o uno sguardo ingenuo sono le medesime risposte che troviamo nei discepoli e che non corrispondono alla voce che dal cielo indica l'atteggiamento voluto da Dio: "Ascoltatelo!".
  4. Quando facciamo esperienza dell'incomprensibile, la risposta è quella dell'ascolto, dello stare pazientemente davanti a chi o a ciò che è diverso e ci sfugge.
  5. Ascoltare è diverso dal vedere: è lavoro interiore, di accoglienza e attenzione nei confronti dell'altro.

Sembra così difficile ascoltare, in un tempo nel quale molti gridano per affermare la propria visione a dispetto dell'altro. Invece per ascoltare l'altro occorre silenzio. La preghiera è per il cristiano e ci viene presentata nel tempo della Quaresima come opera fondamentale.

Quel “ascoltatelo!” continua a risuonare per noi, perché in Gesù il Padre ci ha detto e dato tutto. Il Figlio di Dio, Parola eterna con il Padre, per amore si è fatto uomo, è venuto tra noi per manifestare  - riveli il tuo volto in chi ti cerca con cuore sincero - il Figlio che noi seguiamo come discepoli. Ascolto non è solo sentire cosa dice, ma seguire il Cristo, vivere quello che propone, con adesione amorosa alla tua volontà. Ascolto per nutrirsi della Parola e seguire da lui, guidati dallo Spirito e con lui lasciarsi avvolgere dalla sua bellezza. Se non siamo testimoni della trasfigurazione, possiamo essere ascoltatori attenti della sua parola, che risuona oggi per noi nell’assemblea.

Signore Gesù, Maestro, Via, Verità e Vita cammina con noi, insegnaci ad entrare nella tua preghiera e a percorrere le strade della quotidianità portando nei nostri occhi lo splendore del tuo volto.

 

Don Raimondo Artese

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