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Il presidente della Cia Abruzzo: "Urgente una riforma sui consorzi di bonifica"

Redazione
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I Consorzi di Bonifica e di irrigazione sono realtà centrali nel panorama dell’agricoltura e la loro riorganizzazione ne rafforzerà il ruolo. L’esigenza di una riforma nasce dalla necessità di regolare la gestione delle attività in materia di consorzi di bonifica in forma associata al fine di garantire l’omogeneità nello svolgimento delle funzioni migliorando i servizi offerti agli utenti.

 

In una lettera aperta, il Presidente della Cia Agricoltori Italiani Abruzzo, Mauro Di Zio, ribadisce la necessità di una riforma che metta al centro gli operatori del comparto agricolo e la convocazione di un tavolo tecnico consultivo.

 

“Riorganizzare i consorzi di bonifica abruzzesi aumentandone l’efficienza e rendendoli meno costosi.

Fare in modo che siano sempre più indispensabile strumento di una agricoltura di qualità, che esprime a livello nazionale oltre 5.047 specialità alimentari e 300 prodotti a denominazione di origine (175 specialità alimentari solo in Abruzzo, che diventano 236 tenendo conto dei prodotti trasformati).

 

Creare le condizioni affinché concorrano alla mitigazione e all’adattamento degli effetti dei cambiamenti climatici in atto, distribuendo senza interruzione acqua irrigua durante i sempre più frequenti e lunghi periodi di assenza di precipitazioni, garantendo l’accumulo, (ad oggi solo l’11% delle precipitazioni viene trattenuto dagli invasi) e gestendo l’eccedenza di piogge, allontanando l’acqua in eccesso in modo da evitare danni alle colture e prevenire problemi di dissesto idrogeologico.

 

Funzioni quelle descritte che, insieme alla tutela dell’ambiente, a volte non sono esercitate o sono garantite solo in maniera inadeguata o insufficiente, e il cui rilevante costo viene riversato sui consorziati, spesso senza un reale collegamento a reali utilità o fruizione dei servizi.

Risale a 23 anni fa la riforma dei consorzi di bonifica abruzzesi, quando passarono da un numero di 15 agli attuali 5. L'operazione costò complessivamente 120 miliardi di lire: costi sostenuti in parte dai consorziati e, per l'80 % circa, furono posti a carico del bilancio regionale.

Oggi è il momento di una nuova riorganizzazione, da realizzare stavolta a costo zero, e  con una priorità che forse non è più quella di procedere ad una nuova aggregazione di consorzi.

Probabilmente l'utilità maggiore potrà derivare dalla organizzazione di servizi comuni: a partire dalla emissione dei ruoli, dalla gestione del servizio di riscossione, del contenzioso, della progettazione per le opere da realizzare, dei servizi di manutenzione ordinaria e straordinaria, dalla gestione degli appalti, del catasto, degli acquisti o, più banalmente, delle buste paga e di tanto altro. E per organizzare  tutto questo vanno individuate figure tecniche e dirigenziali comuni tra i consorzi.

 

Ribadiamo, con forza, quanto da anni andiamo ripetendo: la necessità di una riforma che metta al centro gli operatori di un comparto, quello agricolo, che tanto ancora può esprimere in termini di produzioni di eccellenza, garantendo la salvaguardia di biodiversità animale e vegetale e la manutenzione del territorio.

Non pretendiamo come Cia Agricoltori Italiani d’Abruzzo di dare ricette o esprimere autonomamente proposte di modifica della legge regionale che disciplina il funzionamento dei  consorzi di bonifica

Vogliamo però  dare il nostro contributo, partendo da un’ analisi attenta della situazione e dei dati, sapendo che ogni pensionamento di personale, sia esso dovuto a raggiunti limiti di età, ricorso a quota 100, accordo con il lavoratore non rappresenta necessariamente  una perdita di professionalità, ma può al contrario essere una opportunità di riorganizzazione per l’intero sistema delle bonifiche abruzzesi.

Siamo in paziente attesa della convocazione del gruppo di lavoro la cui istituzione è stata tempo fa condivisa alla presenza delle quattro organizzazioni professionali agricole e del Vice Presidente della Giunta regionale con delega alle risorse irrigue e all’agricoltura, Emanuele Imprudente.

 

Sulla vicenda acqua nessuno ha supremazie da rivendicare.

Il mondo agricolo ha da tempo imboccato  la strada dell'innovazione per un uso consapevole nell'ottica della sostenibilità. 

Dal confronto serio e pacato tra attori sociali e politica devono scaturire le migliori proposte per la gestione di una risorsa fondamentale per il mondo agricolo e per la società intera, così come le migliori soluzioni per dare una governance moderna ed efficiente agli enti che questa risorsa devono gestire.

Per questo, e per tanto altro, noi di Cia Agricoltori Italiani ci siamo”.

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