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Civeta, “Dopo 5 mesi basta emergenza, è ora di trovare soluzioni concrete al problema”

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Il 31 Agosto è stato l’ultimo giorno in cui è stata riutilizzata la seconda vasca della discarica Civeta. Per passare all’utilizzo addirittura della prima vasca della discarica stessa, ormai chiusa e inutilizzata da tantissimi anni. Alla luce del periodo in cui è stato possibile conferire nella seconda, si potrebbe ipotizzare che nella prima sarà possibile conferire all’incirca entro la fine di ottobre. E poi? Che si farà? Torneremo alle vecchie discariche comunali abbandonate da vent’anni? 

La terza vasca è stata sequestrata a marzo, a fine ottobre saranno passati 7 mesi. Riteniamo inaccettabile che in questo lungo lasso di tempo si sia rimasti in totale emergenza, rincorrendo soluzioni tampone. Sarebbe doveroso, da parte degli enti preposti, trovare una soluzione concreta e duratura che permetta di conferire – con l’obiettivo ovviamente che non paghino i cittadini colpe altrui – in maniera stabile i rifiuti. E su questo s’inserisce un’altra questione che, in questi mesi, è rimasta sostanzialmente sullo sfondo. E dovrebbe invece essere fondamentale. Ad inizio marzo l’allora commissario straordinario Gerardini annunciò la partenza di “nuovi innovativi investimenti”, anche per l’impianto di compostaggio. E, come già abbiamo evidenziato nei giorni scorsi, la sindaca di Cupello nell’eccesso di organico ha individuato la fonte delle forti puzze finite all’attenzione della stampa. Questi “innovativi investimenti” per l’impianto di compostaggio appaiono quindi urgenti. Il Presidente della Regione Marsilio nelle scorse settimane ha annunciato alla stampa ulteriori lavori. La stampa ha reso noto che il direttore del Consorzio Civeta Sammartino il 6 giugno ha inviato una lettera a vari enti, con un corposo elenco di urgenti lavori da effettuare per mettere in sicurezza la vasca sequestrata e svariate criticità dell’impianto. Verrebbe spontaneo chiedersi di questo elenco quanto si poteva affrontare prima del sequestro e, nel caso, perché non è avvenuto. Ma non possiamo fermarci qui. La terza vasca è stata sequestrata il 20 marzo, oltre 5 mesi fa. E la Procura di Vasto ha tempestivamente nominato un custode giudiziario, allora come oggi amministratore di Cupello. E’ doveroso, secondo noi, che la situazione venga pubblicamente affrontata e alla cittadinanza fornite informazioni dettagliate e precise di quanto sta accadendo o non accadendo. 

Il custode giudiziario ha facoltà di poter intervenire in caso di sequestro preventivo. In un articolo apparso online su Il Sole24ore del 12/7/2018 a cura dell’avv. Paolo Della Sala leggiamo che “L'amministratore giudiziario cura i beni sequestrati seguendo principi di gestione dinamica, 'al fine di aumentare la redditività' dei beni colpiti dal provvedimento. La custodia statica pare retaggio del passato”. Anche perché è pubblico interesse che un bene sottoposto a sequestro rimanga integro, a tutela anche delle indagini in corso. Immaginatevi un crollo ampiamente distruttivo, quanto sarebbe successivamente possibile indagare? Pressoché nulla. Se il custode non avesse possibilità di intervento d’altronde la legge non avrebbe contemplato la figura. Se il custode in custodia non può custodire che custode sarebbe? Le criticità emerse, i vari incendi che si sono succeduti, la frana che sta interessando terreni privati (anche della Stogit!) pongono interrogativi ben precisi e chiedono chiarezza e massima informazione della popolazione. Dei lavori annunciati e di quanto richiesto dall’ing. Sammartino quanto è stato posto all’attenzione del custode? In questi mesi quanto è stato affrontato e portato avanti?

Il Comitato Difesa Comprensorio Vastese intende porre tutto questo in tutte le sedi possibili. In questi giorni, come già fatto con alcuni (purtroppo senza esito finora) nei mesi scorsi, ha chiesto incontro e interlocuzione a vari enti ed istituzioni.

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