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Minimizzare l'impatto dei tracciati stradali usando il sottosuolo piuttosto che la superficie

| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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La preferenza all’utilizzo del sottosuolo, rispetto al territorio in superficie, rientra in un concetto di infrastrutturazione sostenibile, ove la progettazione tende ad armonizzare le istanze di tutela e valorizzazione del paesaggio con quelle più complessive di riqualificazione e sviluppo di un territorio.

L’approccio sempre più frequente verso lo sviluppo di tracciati stradali in sotterraneo deriva oltre che dalle nuove tecniche di progettazione ed esecuzione degli scavi, sempre più affidabili e rispettosi dell’ambiente, anche dalla tendenza a minimizzare gli impatti paesaggistici e gli effetti ambientali sulle componenti antropiche (rumore ed atmosfera), sin dalle fasi embrionali della progettazione. A tal proposito i moderni approcci progettuali adottati dall’ANAS (ADECO-RS) hanno permesso di superare le precedenti metodologie di scavo che affrontavano la costruzione della galleria mediante scavi parzializzati, producendo inevitabili aggravi di tempo sui cantieri, ed incidendo, in fase di costruzione, in maniera negativa sul territorio in cui si collocavano tali opere. Attraverso lo scavo ed i consolidamenti a piena sezione è stato possibile eseguire le lavorazioni con una maggiore sicurezza e certezza dei tempi e dei costi.Antonio Valente anas

L’esigenza di mitigare l'impatto ambientale, sociale e sui beni culturali, ha permesso che fossero prodotte soluzioni progettuali orientate alla minimizzazione dell’impatto paesaggistico, tramite:

  • la scelta del tracciato il cui percorso è studiato in modo da non compromettere nuove aree territoriali, utilizzando il più possibile itinerari in affiancamento ad infrastrutture già esistenti o passaggi in galleria;Antonio Valente anas
  • l’adozione delle migliori tecnologie disponibili in tema di ingegneria ambientale per minimizzare quanto più possibile l’impatto sul paesaggio, la produzione di emissioni e favorire il riassetto ambientale.

In altri termini la progettazione delle gallerie sta assumendo sempre più un carattere multidisciplinare investendo i più svariati campi dell’ingegneria e delle tecnologie esecutive: dalla geologia alla geotecnica fino all’ingegneria ambientale e della sicurezza integrando anche aspetti prettamente propri dell’ingegneria strutturale.

Sulla base di queste esigenze sono intervenuti negli ultimi anni importanti mutamenti del quadro normativo, che hanno determinato cambiamenti sia nella definizione delle geometrie che nelle dotazioni di sicurezza. Nello specifico le norme che maggiormente sottolineano questi cambiamenti sono:

  • D.M. 5.11.2001: “Norme funzionali e geometriche per la costruzione delle strade”
  • Dlgs 264 5.10.2006: “Attuazione della direttiva 2004/54/CE in materia di sicurezza per le gallerie della rete stradale transeuropea”

Per la progettazione di infrastrutture stradali l’entrata in vigore delle “Norme funzionali e geometriche per la costruzione delle strade” D.M. 5.11.2001, rappresenta lo spartiacque tra due diverse concezioni progettuali.

La non cogenza delle precedenti norme CNR/80 permetteva un loro rispetto subordinato alle disponibilità economiche, pertanto la galleria rappresentava un elemento progettuale “singolare” in cui era ammesso anche modificare le dimensioni della  piattaforma riducendo le banchine. Antonio Valente anasL’impiego di lunghe gallerie diventava obbligato solo in casi particolari quali l’attraversamento di valichi alpini o appenninici.

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