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Le battaglie di un guerriero dall'armatura di parole

Nâzım Hikmet, Poesie d'Amore

| di Paola Naccarella
| Categoria: Cultura | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Nâzım Hikmet-Ran, spesso trovato con il nome di Nazim Hikmet nasce a Salonicco il 20 novembre 1901 e muore a Mosca il 3 giugno 1963, è stato un poeta, drammaturgo e scrittore turco.

Conosciuto dai più con l’appellativo di "comunista romantico”, è considerato uno dei più importanti poeti turchi moderni, grazie alla sua più famosa raccolta di “Poesie d’Amore”.

Ritenuto un capolavoro che fonde la magica e delicata scrittura di Hikmet, con la sua indole più selvaggia, rivoluzionaria, che nei tempi lo ha portato più volte ad abbandonare la sua casa espatriando e viaggiando in molti luoghi fino a toccare le punte delle grandi capitali come Roma e Parigi, ma preferendo in particolar modo la Russia. Infatti per motivi politici si trasferisce a Mosca, dove studia per un periodo di tempo "Sociologia" all’università, interessandosi particolarmente ai testi di Karl Marx, appoggiando le idee comuniste e antimilitariste.

“Poesie d’Amore” come si può ben intendere non ci lascia soltanto note d’amore, è un libro rivoluzionario, che riesce a trasportarci nei sentimenti celati nel cuore del poeta, riesce a farci immedesimare nella armatura di coraggio e passione che animano la scrittura di questo nostalgico guerriero, che non era solamente un poeta, ma un grande uomo.

Un uomo che non si è mai ripiegato alle scelte politiche imposte nel suo paese d’origine, che ha denunciato con le sue righe gli abusi dei regimi più potenti, e che per questo ha subito esili, e incarceramenti, costretto alla lontananza delle persone che amava, della moglie con in grembo il suo unico figlio, e della sua terra Istanbul, che tanto frequentemente erano causa delle sue lacrime.

Tutto questo provocò in lui anche una tremenda depressione e nostalgia, che impregnano fino in fondo questi petali di poesie.

Sfogliando questo fiore, perché solo con questo termini si può descrivere la bellezza di questo libro, sono stata travolta da un turbine di molteplici emozioni: nostalgia, passione, determinazione, amore, bellezza, compassione, che mi hanno catapultato con lui nei suoi viaggi, nel mondo che osservava attraverso i suoi occhi azzurri, della forza e del coraggio, che alle volte, gli scrittori hanno più di qualsiasi guerriero.

Un guerriero con un cuore caldo, bagnato dalla dolcezza e dalla tenerezza che solo un padre, un marito e un cittadino che è costretto ad amare da lontano può provare.

Un piccolo battito di questo cuore ve lo lascio a dimostrazione, che ci sono anche i guerrieri, che combattono protetti solo da un’armatura di parole:

 

“Sei la mia schiavitù sei la mia libertà

sei la mia carne che brucia

come la nuda carne delle notti d'estate

sei la mia patria

tu, coi riflessi verdi dei tuoi occhi

tu, alta e vittoriosa

sei la mia nostalgia

di saperti inaccessibile

nel momento stesso

in cui ti afferro."

Paola Naccarella

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