Spazio Aperto è uno spazio offerto alla città, alle associazioni, agli enti, a quanti intendono partecipare alla vita sociale e culturale del territorio. Scopri di più.

'La cicor d campagn', la cicoria di campagna

| di Maria Napolitano
| Categoria: Gusto | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
STAMPA

Fotogallery: clicca sulle immagini per ingrandirle

printpreview

Quando ci si inoltra per le zone di campagna può capitare di incontrare anziane signore armate di grosse buste e di coltello a seghetto. Coloro che non hanno avuto la fortuna di avere mamme, suocere e nonne che avevano questi comportamenti, attribuiscono a questo gesto una sorta di mistero e curiosità.

In realtà si tratta di una tradizione contadina che si perde nel tempo e si traduce come una vera conoscenza di erbe spontanee commestibili tramandata di generazione in generazione. Una volta queste piante rappresentavano un regalo prelibato per i medici del paese.

Oggi giorno una piccolissima minoranza sa riconoscere le erbe selvatiche commestibili. La cicoria di campagna è senz’altro una delle più conosciute. Alla cicoria vengono attribuite tante proprietà: depurative, disintossicanti, digestive e diuretiche. La si impara a riconoscere in maniera certa e inequivocabile solo dopo aver fatto pratica grazie a un’anziana signora. Si tratta di una pianta spontanea perenne che nasce nei cigli delle strade e nei terreni non coltivati e con determinate caratteristiche.
Spesso la si confonde con una pianta le cui foglie sembrano perfettamente uguali. Le foglie della cicoria di campagna si appoggiano sul terreno mentre le foglie dell’altra pianta crescono in altezza. Quando spiga cresce un caratteristico fiore blu.

Per raccogliere la cicoria di campagna il coltello va infilato nel terreno e quasi scavando si deve tagliare la pianta non a filo di terra, ma al di sotto. Bisogna seghettare sul punto in cui finisce la radice e inizia il verde della pianta. Una volta raccolta va subito privata delle radici, di eventuali residui di altre piante ed accuratamente lavata per diverse volte.

L’acqua deve risultare chiara. Si mette a bollire l’acqua e la si fa cucinare per 5/10 minuti circa. Tastando con le dita non deve essere né dura né molle. Si scola con uno scolapasta. Si soffrigge olio, peperoncino e aglio (qualcuno aggiunge anche pancetta di maiale tagliata a striscioline molto sottili) ci si butta la cicoria e si aggiunge sale (e/o dado vegetale per addolcire il sapore) dell’acqua che ricopra la metà del livello della cicoria. Si lascia cucinare a fuoco moderato. Eventualmente si aggiunge altra acqua se non si cucina.

Tendenzialmente la cicoria ha un gusto amarognolo e rustico che non ha nulla a che fare con la normale cicoria coltivata. C’è anche chi la semina ma non sempre ha lo stesso sapore.
Alcuni insaporiscono questo piatto con del pecorino grattugiato e pepe nero.

Maria Napolitano

Contatti

redazione@sansalvo.net
WWW.SANSALVO.NET -
tel. 333.6506972
fax 0873.549800
Via Duca degli Abruzzi, 54
66050 - San Salvo
Accedi Invia articolo Registrati
Cittanet
Questo sito utilizza cookies sia tecnici che e di terze parti. Continuando la navigazione acconsenti al loro utilizzo - Informativa completa - OK