Luigi e Lucia, la storia semplice di un amore che cresce giorno dopo giorno

| di Maria Napolitano
| Categoria: Personaggi
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Il vangelo del 20 gennaio del 2019 riporta il racconto del primo miracolo di Gesù, la trasformazione di acqua in vino alle nozze di Cana. E’ questo un passo di vangelo che spesso viene scelto per il rito del matrimonio celebrato in chiesa. Di seguito la storia di una coppia sposatasi il 2 agosto del 1992 e che nel tempo ha scoperto la bellezza del vivere la loro unione alla luce del vangelo, Luigi Piscicelli e Lucia Spalletta.

Mi raccontate un po’ di voi?

Io sono nata a Torino, città dove i miei genitori si erano trasferiti appena sposati per motivi di lavoro. Siccome entrambi lavoravano mi affidavano a un istituto di suore grazie dove ho vissuto un’infanzia molto serena. Quando avevo dodici anni, sempre per motivi di lavoro, la mia famiglia si è trasferita a qui a San Salvo, prima in via Milano e dopo qualche anno in via Savoia. Sarà anche per l’età adolescenziale ma il passare da una grande città a un piccolo paese e l’abbandonare la cerchia di amici che mi ero creata, non è stato facile. Quando ci siamo trasferiti in via Savoia ho cominciato ad assaporare la bellezza del quartiere di paesotto: tutti fuori davanti casa a chiacchierare anche del più e del meno e i ragazzi a giocare in strada. Appena diplomata mi sono subito inserita nel mondo del lavoro prima come ragioniera e poi come assicuratrice, lavoro che tuttora svolgo. (Lucia)

Io sono nato e cresciuto qui a San Salvo, in pieno centro storico vivendo un’infanzia abbastanza serena nonostante avessi perso mio padre a soli 18 mesi. Il quartiere era pieno di miei coetanei: stavamo sempre fuori a giocare. Mio nonno Luigi era il mio punto di riferimento, un uomo sempre al passo con i tempi e all’avanguardia, non c’era mattina che non leggeva il giornale. Da lui ho imparato ad avere sempre rispetto degli altri e il valore di una parola data. Dopo il diploma e il servizio militare ho lavorato in diverse aziende conoscendo spesso anche il buio della mobilità e della disoccupazione. Ora lavoro in una fabbrica della Val Di Sangro. (Luigi)

Come coppia quando e come vi siete incontrati e cosa ha caratterizzato il vostro matrimonio?

Ci siamo conosciuti quando ci siamo trasferiti in via Savoia ed è stato un colpo di fulmine. Ho ancora in mente il flash di quando sono stata colpita da questo “fulmine”: capelli scuri, abbronzatissimo e con una camicia bianca. (Lucia) Sono rimasto colpito dal suo essere una ragazza semplice, acqua e sapone e senza grilli per la testa. (Luigi) Come si usava una volta dopo esserci frequentati per un po’ abbiamo deciso di coinvolgere anche le nostre famiglie, fidanzarci e appena avuta la prospettiva di un lavoro ci siamo sposati. Quando sono nate le nostre figlie è stato bellissimo. Come mamma mi sembrava di toccare il cielo con un dito, avevo la forte sensazione del completamento dell’essere donna. Luigi è sempre stato un papà molto presente e attento. Ho ancora tanti ricordi di quando in base al suo turno di lavoro lo ritrovavo a pranzo o a cena con uno strofinaccio su una spalla e la piccola sull’altra spalla. Abbiamo vissuto dei momenti molto tristi quando, subito dopo che è nata la seconda figlia, ha perso il lavoro. Faceva fondamentalmente “il mammo” e questo gli pesava tremendamente e di riflesso anche alla famiglia. In seguito è entrato in altre aziende, in una delle quali viveva un vero e proprio sfruttamento: era costretto a turni di lavoro anche di 10/12 ore, pausa pranzo fatto di nascosto e sottopagato. (Lucia)

Oggi voi siete una coppia che coopera in parrocchia nei corsi di preparazione al matrimonio e nei gruppi coppia ma voi come avete incontrato Cristo nella vostra vita e cosa significa viverlo “in coppia”?

Io sono cresciuta con le suore e vivevo la parrocchia e l’oratorio in pienezza. Quando ci siamo trasferiti qui a San Salvo mi sono allontanata dalla chiesa poi sono tornata grazie alle mie figlie semplicemente perché sentivo una grande responsabilità nei loro confronti. Quando ero piccola le suore ci dicevano “dite anche ai vostri genitori di accompagnarvi a messa”. Quando lo proponevo a mia mamma lei mi rispondeva che aveva da fare. E questo per me è stato uno sprono a volermi comportare diversamente con le mie figlie. E così tutte le domeniche ho ricominciato ad andare a messa e man mano a sentirla e viverla come una necessità. Da circa otto anni mi sono anche avvicinata al gruppo di Azione Cattolica con cui sto seguendo un bel cammino di fede. (Lucia) Io ho sempre creduto ma da dopo la prima comunione mi ero allontanato dalla chiesa. Vedendo Lucia e ascoltando le sue testimonianze, da alcuni anni mi sono riavvicinato alla vita di parrocchia (Luigi). Prima vivevo la mia fede da sola e vedevo Luigi come un’anima in pena che cercava qualcosa ma non sapeva cosa. Da quando si è avvicinato a Cristo lo vedo molto più sereno proprio come chi finalmente trova il grande tesoro che ha sempre cercato. Oggi vivere Cristo nella vita di coppia è qualcosa di indescrivibilmente bello, una cosa in più da condividere. Anche se, nell’arco di tre anni, la nostra famiglia si è vista dimezzata perché le nostre figlie sono all’Università, viviamo un rapporto di coppia davvero bello e intenso in cui riscopriamo la bellezza del fare le piccole cose insieme. Gesù non ci risolve i problemi di tutti i giorni ma ci dà un’ottica e una forza diversa per affrontarli e sono gli occhi della speranza e dell’amore.

Maria Napolitano

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