Andrea, un ragazzo che sa far vibrar l’anima con il suo sax

| di Maria Napolitano
| Categoria: Personaggi
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È incredibile come a volte delle semplici casualità che possono anche durare anche solo pochi istanti possano catturare l’attenzione e restare impresse nell’anima! Ho avuto modo di ascoltare Andrea Cardone suonare il sax durante un concerto dell’orchestra “Salvo D’Acquisto” di cui è stato membro negli anni delle scuole medie. Prima di allora non conoscevo neanche il suo nome ma, nonostante la mia totale incapacità di capire la musica, le sue note arrivavano nel più profondo dell’anima riuscendo a trasmettere delle emozioni indefinibili ricche di bellezza. Oggi Andrea sta percorrendo la sua vita insieme alla musica e  in  questo percorso è supportato da ogni membro della sua bellissima famiglia (papà Tiziano, mamma Maria Antonietta e sorella Sara) che lo consiglia, lo incoraggia e lo sostiene con amore e discrezione e ogni cosa è vissuta con umiltà e semplicità. Di seguito l’intervista ai genitori Tiziano e Maria Antonietta e ad Andrea

Chi è Andrea e come vi siete accorti di questo suo dono?

Andrea è nato il 18 febbraio 2003 e ce ne siamo accorti già da quando aveva due anni perché in macchina mentre ascoltavamo musica lui riusciva a canticchiare a modo suo e a tenere il tempo e il ritmo con le manina. A 3 anni mi dice “papà voglio suonare la batteria”. Siccome ci eravamo accorti di questa sua propensione per la musica decidemmo di comprargli non il giocattolo ma una batteria vera per bambini. A 5 anni ci chiede la chitarra elettrica e a sei anni le sue maestre lo chiamavano già per accompagnare le recite dei bambini. Nonostante io stesso insegnavo chitarra agli altri ho preferito rivolgermi ad altri maestri. Viveva questi strumenti come ogni bambino vive il suo gioco preferito. A 9 anni ci chiede il sassofono e lì rimanemmo un po’ perplessi anche perché è uno strumento che richiede un certo impegno economico e quando glielo facemmo notare Andrea rispose “utilizziamo i mie soldi”. E lì abbiamo capito che non era un semplice capriccio e prima lo mandammo a lezione da Maria Teresa Antonini ma lei dopo un anno ci consigliò di mandarlo da altri. Alla fine della quinta elementare sostenne l’esame di ammissione al conservatorio di Foggia perché in molti ce lo hanno consigliato. Era il più piccolo di tutti e prese il punteggio più alto. Quando l’accompagnammo il lunedì alla prima lezione dalle 15 alle 20 nel frattempo che l’aspettavamo eravamo un po’ in ansia perché pensavamo: “chissà se ce la farà a resistere tutto questo tempo”. E invece appena ne uscì ci disse “che bello che è stato, ci dormirei qui”. Nel frattempo ha frequentato la sezione musicale e poi si è iscritto al liceo linguistico, scuola che tuttora frequenta. Ha sempre chiaro ciò che vuole fare e anche la scelta delle superiori l’ha ben meditata.

Tra le sue esperienze:

A 12 anni ha partecipato alla masterclass del sassofonista jazz Marco Zurzolo all’ EDDIE LANG JAZZ FESTIVAL per il progetto “DON LUIGI M.ASTERBAND”, diretto dal M° Roberto Di Carlo. Suona all’interno dell’Orchestra Musica in Crescendo di San Salvo. Nel luglio 2018 ha partecipato alle clinics della Berklee  College of music di Boston all’ Umbria Jazz 2018 dicembre 2018 inciso nel nuovo album di Manuel Milano che uscirà in primavera. Il 5 Gennaio 2019 ha accompagnato il cantautore Manuel Milano alla Finale premio “Pigro” a  San Remo.

Tra i suoi docenti attuali anche Max Ionata

Tiziano, secondo te questo grande dono di Andrea ha una radice?

Non lo sappiamo. Di sicuro ha sempre ascoltato musica da quando stava nella pancia perché anch’io sono sempre stato un appassionato. Ho iniziato a circa 11 anni a suonare la chitarra classica. A 15 è arrivata la mia prima chitarra elettrica ed iniziavo a suonare con i primi gruppi, forse ti ricordi dell’Arcadia. A 18 anni sono andato a studiare a Roma alla "Saint Louis College of Music" ed ho iniziato ad insegnare in diverse scuole private Chitarra elettrica. Quando è nato Andrea lavoravo in Pilkinton (dove sono tutt’ora) e contemporaneamente insegnavo e suonavo in varie formazioni. Non ero quasi mai a casa. Da lì la decisione di ridurre drasticamente le attività musicali per stare di più a casa con mia moglie e i miei due figli Andrea e Sara. Ed in quel periodo che Andrea ricorda piacevolmente ho ricominciato a studiare dando alcuni esami in conservatorio che avevo tralasciato.

Andrea, qual è il tuo genere preferito e come vivi la musica?

Amo moltissimo il jazz perché lì non abbiamo degli spartiti ma degli standard da seguire come se fossero dei temi guida e suoniamo ascoltandoci l’un l’altro e improvvisando. È un genere che mi permette di trasmettere tutto ciò che ho dentro. Al Conservatorio tra i diversi bravi insegnanti ce n’è uno, Leonardo Sbaffi che per me è come un secondo padre perché è un vero maestro di vita. Lui non cerca semplicemente di portarmi in alto con la musica ma anche di formarmi come persona. Ci dice sempre che nella musica non si finisce mai di imparare, “devi respirare la musica” e che dobbiamo essere i maestri di noi stessi. Sono cosciente di aver un dono particolare ma so che è solo un punto di partenza e che se vissuto senza emozione e senza l’esercizio e l’impegno, si può esaurire. È Sono contento non quando mi dicono quanto sei stato bravo ma quando vedo chi mi ascolta con le lacrime agli occhi per l’emozione. Una volta papà ma ha detto che un giorno gli avevo fatto venire i brividi sentendomi suonare in un concerto e un tecnico della registrazione ultimamente mi ha detto “Sei un poeta”. Sogno di fare della musica anche la mia fonte di sostentamento economico ma non so se ci riuscirò ma ora cerco di impegnarmi al massimo per raggiungere questo obiettivo e ho scelto il liceo musicale con l’idea di portare la mia musica in tutto il mondo e quindi ho bisogno di conoscere le lingue.

Video e montaggio di Tiziano Cardone

Maria Napolitano

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