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Le antiche mura e i tesori nascosti della nostra San Salvo

Gli ambienti sotterranei del borgo medievale

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Ve lo immaginate il centro storico di San Salvo come un antico borgo medioevale? Questa domanda non può non farci immaginare a passeggio in uno di quegli antichi borghi dove si respira la bellezza delle mura senza tempo che testimoniano la storia delle persone che le hanno vissute e conservate per i posteri.

L’attuale aspetto di San Salvo centro sembra lontano da questa immagine. Eppure gli studi storici e i ritrovamenti degli archeologi della Soprintendenza e della Parsifal testimoniano che la nostra amata cittadina sei/sette secoli fa era un borgo medioevale. Purtroppo alcune scelte sbagliate degli uomini che ci hanno preceduto hanno cancellato molto del patrimonio di questo borgo.

Con l’aiuto di uno degli studiosi di San Salvo, Giovanni Artese, vogliamo riscoprire una parte di questi tesori nascosti e la nostra storia, con 4 articoli che avranno come tema:

  1. Gli ambienti sotterranei del Borgo medievale
  2. La Cripta di San Giuseppe in San Salvo
  3. Il palazzo Di Iorio-Bruno
  4. Gli edifici storici del quartiere Garibaldi-Savoia

 

Gli ambienti sotterranei del borgo medievale (di Giovanni Artese)

Il Centro storico di San Salvo non ha ancora svelato tutti i suoi segreti. Non solo sono da scoprire molti dei resti e l'effettiva ampiezza della città romana (estesa per almeno 7/8 ettari), il tracciato del suo sorprendente acquedotto ipogeo (di cui conosciamo l'ultimo tratto, con quattro pozzi) e il suo foro (forse all'incrocio tra l'attuale corso Garibaldi e il corso Umberto I) ma persino una parte significativa del suo borgo medievale o "città murata".

Dalla superficie di appena 12.000 metri mq, a forma di un approssimativo quadrilatero intorno alla chiesa di S. Giuseppe, quasi perfettamente orientato, con la Porta della Terra ad ovest, il borgo medievale conserva alcuni tratti delle mura medievali e moderne (secc. XII/XVIII) nonché edifici e palazzi aristocratico-borghesi che vanno dal XVI al XIX secolo. Le demolizioni degli ultimi 60 anni l'hanno modificato e deturpato; eppure vi si possono ritrovare numerosi elementi architettonici della tradizione gotica, rinascimentale, barocca, neoclassica e liberty sia nei pianterreni sia nei primi o secondi piani degli edifici. In uno studio prodotto nel 2014 dall'Amministrazione comunale di San Salvo (consultabile presso gli Uffici Cultura, Urbanistica e Lavori Pubblici), curato dagli architetti Davide Longhi e Denis Bordignon, sono state evidenziate tanto le fasi di espansione urbana di questo periodo quanto le particolarità stilistiche delle murature, delle facciate e dei dettagli architettonici di portali, finestre, balconi, angoli e coronamenti.

Quello che finora è sfuggito, anche alla ricerca scientifica, è tuttavia il patrimonio storico-architettonico costituito dai vani seminterrati e interrati degli edifici del borgo medievale, il cui piano di calpestio coincide sostanzialmente con quello romano (da meno 1 a meno 2 metri rispetto all'attuale livello). Per fare degli esempi, rimandiamo ai locali sottostanti il palazzo Di Iorio-Bruno, su via della Chiesa (al n. civico 3), e alle due adiacenti abitazioni al civico 5 e 7, alla casa Di Falco (detta "Il convento", civico 19), alle successive case Coccia-Masciulli (al civico 21) e D'Adamo-Di Stefano (civico 25), più in basso su via della Chiesa; alla casa Cirese (civico 4 sempre di via della Chiesa) e alla casa Cilli, sul I vico di via Portanova (civico 2/4).

Nei pressi, su via Portanova, si situa la cripta di San Giuseppe, il cui scavo parziale, nei primi mesi del 2016, ha consentito la riscoperta di ruderi della chiesa benedettina (secc. X-XI) e di reperti risalenti fino all'età romana. Sempre su via Portanova, al civico 21, è stato individuato un altro interessante vano sotterraneo.

Al 3° vico di piazza San Vitale vanno infine segnalati il seminterrato della casa di Vitale Cilli ed eredi (al civico 4, oggi in parte modificato a seguito di ristrutturazione) e quello della casa al civico 20 mentre sul 2° vico piazza San Vitale il seminterrato di casa De Vito/Grimaldi (al civico 5) è purtroppo di recente crollato ed è pertanto rintracciabile solo grazie a delle foto di alcuni decenni fa.

Si tratta, in conclusione, di un patrimonio comunque prezioso per la conoscenza della città storica, che accomuna San Salvo - nella stratificazione edilizia - alla Vasto medievale e moderna, sebbene a rischio di ulteriore degrado senza urgenti e auspicabili interventi di conservazione e restauro.

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