Il miracolo di Sant'Antonio avvenuto a San Salvo nel 1964

| di Fernando Sparvieri
| Categoria: Territorio
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Correva l’anno 1964 e San Salvo contava all'incirca 4.500 anime.

Erano i tempi in cui la S.I.V. era in costruzione, l’economia locale era ancora prettamente agricola, non c’erano le pesche, ed i soldi scarseggiavano. Lo stipendio mensile di un operaio generico in Italia non arrivava a 50.000 lire e a San Salvo la gran parte della povera gente jave a zappa' a jurnate (andava a zappare le terre di altri), racimolando ciò che passava il convento. 

Leone Balduzzi ebbe un incidente stradale che poteva finire molto male e attribuì lo scampato pericolo all’intercessione di sant’Antonio. E così decise di donare una statua del santo alla chiesa di San Giuseppe. Ne parlò con Don Cirillo Piovesan che ne fu entusiasta. Balduzzi ordinò la statua.

Ed ecco un bel giorno, Balduzzi, ricevere la notizia che era arrivata alla stazione ferroviaria di San Salvo, la nuova statua di Sant’Antonio.

Chiamò mio padre e gli chiese di accompagnarlo alla vecchia stazione ferroviaria. Salimmo sulla sua Giardinetta anch’io e suo figlio Ivo, entrambi ragazzini. Prima di partire, si aggregò all'ultimo momento anche sua figlia Angiolina. Partimmo.

Era una bella giornata di sole. L’estate era alle porte. Arrivati, scendemmo dall’auto ed i grandi si recarono in un deposito proprio accanto ai locali biglietteria.

Lì, tra pacchi e pacchetti, vi era una cassa di legno, grezza, da imballaggio. Mio padre, figlio di falegname, tirò fuori un martello, che si era portato da casa, e con colpi secchi, iniziò a schiodare le assi della parte superiore della cassa. Grande fu il mio stupore quando, tolto il coperchio, tra reccie e riccitille (materiale di scarto del legno lavorato con la pialla), apparve la statua di Sant’Antonio. “Bellissima statua”, iniziarono a dire felici e soddisfatti Balduzzi e mio padre.

Ma la felicità non durò a lungo, lasciando subito il posto ad una inaspettata sorpresa.  Balduzzi, prese una busta,  che era lì, dentro la cassa, l’aprì e sbiancò in volto. Aveva pattuito con la ditta fornitrice Goffredo Moroter & figli  di Ortisei, che avrebbe pagato a rate ed invece, probabilmente a causa di un malinteso, la fattura prevedeva che l’importo doveva essere saldato in unica soluzione, entro pochi giorni (costo della statua £. 206.000). 

La sua gioia si tramutò all'improvviso in seria preoccupazione. Nel frattempo, la notizia si era sparsa in giro, ed iniziarono i preparativi per portare su, in paese, la statua, che era rimasta lì, in Stazione.

Insieme a Don Cirillo, decisero di dare maggiore risalto all’evento, organizzando una corteo di automobili (qualcuna in più già la si vedeva in giro), con partenza dalla stazione ferroviaria ed arrivo dinanzi alla Chiesa. Balduzzi, però, nonostante il suo coinvolgimento emotivo e totale in questa sua iniziativa, non riusciva ad essere sereno.

Balduzzi giocò una schedina al totocalcio e vinse esattamente, nè una lira in più, nè una lira in meno, l’esatto importo del costo della statua.

 

http://www.sansalvoantica.it/cronaca/Statua.Sant%27Antonio/Sant%27Antonio.html

Fernando Sparvieri

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