CANDIDATURE IN ABRUZZO: dichiarazione di Pio Rapagnà

| di a cura di Francesco Bottone
| Categoria: Territorio
STAMPA
''Non voteremo le liste del Partito Democratico, nelle quali tra l'altro sono assenti i Radicali abruzzesi e rappresentanti della società civile, se i capilista non saranno Cittadini residenti ed operanti in Abruzzo (così come non possono essere considerati il Ministro Livia Turco ed il Presidente del Senato Franco Marini) e se non verranno cancellati candidati (come l'Assessore Tommaso Ginoble ed altri) che già ricoprono incarichi regionali, ruoli istituzionali, responsabilità ed impegni di programma e di governo da portare a compimento''. E' questa la dichirarazione resa alla stampa dell'ex parlamentare radicale Pio Rapagnà, impegnato da tempo in un'impari lotta contro i privilegi insopportabili dei politici. ''Rifiutiamo la logica delle ''proprietà feudali'' dei bacini territoriali elettorali e delle capacità familistiche-ereditarie, che permettono, specialmente in Abruzzo, di occupare tutti gli ''enti strumentali'', Consorzi e società partecipate di Regione, province e Comuni e, proprio per questa ''occupazione delegata in sub-appalto'', consentono di raccogliere una grandi messe di consensi elettorali strettamente personali e clientelari. - continua Rapagnà - Non accettiamo più di votare i cosiddetti ''paracadutati'' da Roma e dalle segreterie dei partiti e dei movimenti e ci auguriamo vivamente che le liste de la Sinistra l'Arcobaleno di Fausto Bertinotti non applichino gli stessi nel merito e nel metodo, utilizzando commissari, plenipotenziari, valvassini e valvassori dei partiti nazionali. Ci aspettiamo e sollecitiamo, in queste ore, una chiara e limpida manifestazione di coraggio ''pubblico'' da parte della cosiddetta società civile diffusa e plurale e di ciò che ha resistito di buono della esperienza del '68 e dell'area dei cristiani ''conciliari'' e delle Comunità di base. I giochi non sono affatto chiusi e c'è il tempo ed il modo per determinare altre scelte: chi vuole e può faccia i nomi ed i cognomi di coloro che, su loro proposta, e per meriti conquistati sul campo, dovrebbero essere inseriti tra i candidati della Regione Abruzzo''. Un invito a farsi avanti, dunque, quello di Pio Rapagnà, che chiude dicendo: ''Raccolgano questo estremo appello ''unitario e plurale'', valido sia per la futura maggioranza di governo che per la eventuale opposizione, almeno coloro che si considerano ''alternativi e radicali'', e parlano di rinnovamento e di questione morale, come pensiamo di individuare intanto nella lista dell'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro e Leoluca Orlando, in quella de la sinistra l'arcobaleno e in alcuni tra i candidati dei Radicali Italiani e della Associazione Luca Coscioni che dovrebbero essere ''ospitati'' nelle liste del Partito Democratico''. http://francescobottone.splinder.com/

a cura di Francesco Bottone

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