Il Vescovo emerito di Isernia, monsignor Gemma: ''Pio XII praticò un esercismo su Hitler''

| di Antonietta Ruoto (Nuovo Molise)
| Categoria: Territorio
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IL TERZO Reich rappresenta nell'immaginario collettivo il regno del male. E su questo concorda pienamente monsignor Gemma. Il demonio in terra è stato definito spesso Hitler. In Europa il cancelliere tedesco portò guerra, distruzione e morte. I documenti storici parlano di genocidio, milioni gli ebrei bruciati nei forni crematori e con loro zingari, omosessuali, testimoni di Geova, oppositori del regime. Deportazioni in massa e torture. I campi di concentramento e di sterminio ne sono ancora l'orribile testimonianza. La visione che si ha di Hitler è quella di un pazzo, di uno psicopatico. Ma ora monsignor Gemma rivela di più: Hitler era indemoniato. E quella del vescovo di Isernia è una rivelazione destinata a far discutere. Il presule isernino ha pubblicato il suo articolo su Petrus il quotidiano online del Vaticano. Lo stesso articolo getta una nuova luce su un'altra figura complessa e discussa: quella di Papa Eugenio Pacelli, al secolo Pio XII. Stando a quanto affermato da mons. Gemma, Pio XII credeva Hitler posseduto dal diavolo e cercò di esorcizzarlo direttamente dal Vaticano. Preghiere e speranze che purtroppo in quella occasione non servirono a nulla. A far 'muovere' il Papa verso il rito dell'esorcismo, fu probabilmente l'atmosfera che regnava in Germania, un'atmosfera impregnata di esoterismo. La rivelazione serve però a mons. Gemma a introdurre un altro tema: quello degli esorcismi a distanza. Per monsignor Gemma l'esorcismo ''praticato per via telefonica è immediatamente efficace come risulta dalle reazioni dall'altra parte del filo. Del resto - dice ancora il presule - per chi è spirito la distanza locale non conta; conta la forza della preghiera e l'esorcismo non è niente altro che la forza della preghiera fatta nel nome di Cristo e della Chiesa. Chi esorcizza inoltre - dice ancora Gemma - non deve accettare assolutamente in cambio del suo impegno né soldi, né altri tipi di ricompense. Al contrario deve esortare sempre più i laici ad adoperarsi per i fratelli e le sorelle che soffrono''. Il pensiero di monsignor Gemma è quindi piuttosto chiaro: la battaglia contro il maligno è molto dura ma i successi su di lui ormai non si contano. C'è stata purtroppo una sola grande eccezione. E' accaduto in in Germania dal 1933 al 1945. http://www.francescobottone.splinder.com/

Antonietta Ruoto (Nuovo Molise)

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