Le amministrative lentellesi tra riconferme e numeri

Nuova affermazione per il Partito Democratico, buona prova per l'esordiente Orizzonti Nuovi

| di Antonino Dolce
| Categoria: Territorio
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Un comizio del PD
Le freschissime elezioni lentellesi hanno regalato continuità all'amministrazione targata PD, ora chiamata ad altri cinque anni di governo del piccolo comune. Una riconferma per il sindaco Carlo Moro, al secondo mandato, e una nuova avventura politica per una squadra composta da un mix di esordienti e più esperti. A occupare un posto in consiglio comunale saranno: Marco Mancini, Giannicola Roberti, Alessio Bevilacqua, Gianni Cordisco, Lino Bevilacqua e Cosmo Mangiocco. Nei banchi dell'opposizione, invece, ci saranno, con la lista Orizzonti Nuovi, Teresa Vania Paganelli, l'ex sindaco in carica per dieci anni Leandro Di Lallo e Maurizio Giammichele. Centro-sinistra stabile. Difficile fare riscontri con cinque anni fa quando l'Ulivo si contrappose a una lista civetta messa in piedi per scacciare il pericolo quorum. Alle provinciali del giugno 2009, invece, il PD registrò 229 voti (corrispondente alla percentuale più alta del chietino, il 51,69%) e la coalizione (IdV, SeL e Democratici per l'Abruzzo) 270 voti (60,18%). Le urne di qualche giorno fa hanno consegnato al PD 319 voti pari al 56,86%. C'è da considerare però la maggiore affluenza: 571 votanti contro i 489 di due anni fa, 82 elettori in più. 82 è anche lo scarto che separa le due liste principali in lizza. Orizzonti Nuovi, guidato dalla Paganelli, si è fermato a quota 237 (42,24%). Un ruolo fondamentale lo hanno giocato i due eletti che hanno riportato quasi la metà dei voti per la lista. Se per molti il risultato non è mai stato in discussione è anche vero che da ambienti vicini alla lista civica O.N. filtrava una certa tranquillità unita a ottimismo riguardo una larga vittoria per 70-80 voti. L'opposto di quello che poi si è verificato. Certamente sull'esito delle urne si è fatta sentire l'assenza dalla scena dei candidati negli ultimi cinque anni e la "novità" di una formazione politica nascente. Questione di preferenze. Passata l'“euforia da vittoria” Carlo Moro dovrà presto (il 4 giugno ci sarà l'insediamento) sbrogliare la matassa degli assessorati e del vicesindaco. Matassa resa più intricata dai tagli ai costi della politica: ora la giunta prevede solo due assessori. Una mano, sotto questo punto di vista, gliela dovrebbe dare la ripartizione delle preferenze. Tra i sei eletti non vi è un eccessivo sbilanciamento di voti (si nota il lavoro di fino del partito) e, almeno sulla carta, nessuno dovrebbe pretendere troppo sulla base di quanto raccolto. Al contrario, nella lista Orizzonti Nuovi, c'è un notevole disequilibrio tra le preferenze delle "teste di serie" e gli altri candidati dovuta sicuramente alla "prima volta insieme". Con una distribuzione diversa si sarebbe potuto optare per una scelta "di prospettiva" portando all'elezione un candidato più esperto e uno dei giovani della lista (oltre alla candidata sindaco) che avrebbe potuto farsi le ossa in minoranza durante l'intero corso della legislatura per poi affermarsi fra cinque anni. Età media e "quote rosa". I giovani e le donne in politica sono da sempre argomenti tabù, vediamo come sono stati affrontati dai due schieramenti. Il PD ha messo in campo una lista dall'età media di 39 anni, mentre Orizzonti Nuovi si è posta in continuità con la maggioranza uscente: 43 anni. A giochi fatti, quindi, si registra un ringiovanimento di quest'ultima che passa da un'età media di 43 anni a 38,7; anche l'opposizione giova delle elezioni passando da 56 a un'età media di 54 anni. Complessivamente l'amministrazione ringiovanisce di 3 anni passando da 49 a 46. Donne: sia il Partito Democratico che Orizzonti Nuovi ne hanno candidate due, entrambe non elette. Così sarà Vania Paganelli (capolista) l'unica donna a sedere in consiglio comunale. Si tratta di un grande punto di discontinuità con le precedenti legislature: per la prima volta dopo diversi anni non c'è nessuna donna in maggioranza e solo una collettivamente. Anche qui si sarebbe potuto credere maggiormente in candidature di peso al femminile per non interrompere un trend da tempo positivo. Il fattore DS. Seppur impegnate in tre liste civiche, le candidate sindaco di Dogliola, Lentella e Tufillo sono state recentemente presentate al pubblico dal senatore e coordinatore regionale del PDL Fabrizio Di Stefano, al centro di polemiche da quando ha firmato la proposta per l'eliminazione della norma che vieta la ricostituzione del partito fascista e che stabilisce il reato di apologia del fascismo. Ai regressi dissidi con le piccole sezioni locali (ad esempio la rottura definitiva che ha causato la chiusura della sezione di Fresagrandinaria), inoltre, si sommano le grane avute nell'amministrazione comunale di centro-destra di Chieti, dalla quale è stato recentemente sfiduciato. Al periodo-no ora si aggiunge la debàcle di tutte e tre le candidate. Non proprio un biglietto da visita eccezionale per un coordinatore regionale e per chi dallo stesso viene sponsorizzato.

Antonino Dolce

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