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I Sepolcri del Giovedì Santo

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Il 'sepolcro' è un termine popolare per indicare 'l’altare' o 'cappella della reposizione', ossia lo spazio della chiesa allestito solennemente e destinato ad accogliere le specie eucaristiche consacrate e a conservarle sino al pomeriggio del Venerdì Santo quando, al termine della liturgia penitenziale, verranno distribuite ai fedeli per la comunione sacramentale.

Dopo la messa vespertina del Giovedì Santo non sono consentite altre celebrazioni eucaristiche sino alla notte di Pasqua, per cui per la comunione devono essere utilizzate necessariamente le particole messe da parte la sera del Giovedì.

La notte del Giovedì Santo tantissimi sansalvesi si muovono per le vie cittadine in visita agli altari delle chiese. Molti altari sono addobbati con i cosiddetti sppiluc (seppur in numero molto minore rispetto al passato; una volta tutte le famiglie li) ossia germogli dei semi di grano o di altri cereali, fatti nascere immersi in una ciotola nel cotone umido e coltivati in casa al buio, ottenendo dei colori quasi irreali, bianco o verde acqua. Queste piante simboleggiano il passaggio dalle tenebre della morte di Gesù alla sua Resurrezione.

Questo è il momento adorante del lutto, del silenzio e dell’ascolto.

FOTO SIMONE COLAMEO

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