Il "Canto della Pasquetta", una tradizione da tramandare sui banchi di scuola

| di Maria Napolitano
| Categoria: Tradizioni
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La sera del 5 gennaio 2019 le vie del centro storico erano invase dal suono di una fisarmonica, di una chitarra e dalle voci degli "Gli Amici della Pasquetta" che intonavano un antico canto tornato in auge 23 anni fa per il desiderio e l'insistenza di uno dei cantori e promotori dell'iniziativa, Nicola Iannace.

E ovviamente non è mancata la "Befana" con il suo cesto di caramelle, il cigolio di un vecchio aratro trascinato a mano che portava una stella cometa e un cavallo, tenuto per le briglie dal suo proprietario Dolce Nicola, che conduceva un calesse pieno di bambini e ragazzi.

La piccola carovana si è avviata dalla casa di Nicola Iannace e ha fatto sosta, come da tradizione, prima in corso Garibaldi, davanti al fioraio Presutti, e poi a seguire la chiesa di San Nicola,  in piazza Europa davanti la casa di Angelo D'Andrilli, sotto l'arco della "Porta della Terre", davanti al bar Bruno e infine davanti al bar Biondo. Ogni tappa era un'occasione per fermarsi, intonare il canto della Pasquetta e vivere momenti di convivialità belli fatti dallo stare insieme in maniera molto semplice e ritrovarsi con vecchi e nuovi amici. Nell'ultima tappa, prima del canto della Pasquetta, è stato intonato un "Tanti Auguri" a Luciana D'Attilio moglie di Biondo Tomeo che faceva il compleanno.

Il pensiero di molti dei partecipanti alla carovana sono andati a chi proprio in questi giorni è tornato alla casa del Padre Celeste, Tonino Masciale e Antonio Longhi. Persone discrete e belle che sono entrati nel cuore non solo di chi li conosceva ma anche di chi li ha semplicemente incrociati nel proprio tragitto umano. I "due amici" degli Amici della Pasquetta" sono stati ricordati anche da Nicola Iannace durante la cena a cui erano presenti anche alcuni amministratori comunali, Tonino Marcello e Giancarlo Lippis e i due parroci don Raimondo Artese e don Beniamino Di Renzo.

E' questa una bella tradizione da tramandare alle future generazioni passando anche per i banchi di scuola.

 

Foto in copertina di Angelo Depalo

Maria Napolitano

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