Gaetano de Vito pittore della Scuola del Palizzi

| di Michele Molino
STAMPA
Sono poche le figure di artisti sansalvesi che sono riuscite ad emergere dal basso livello culturale degli anni ’30. Gaetano de Vito nasce a San Salvo il 9 giugno 1884. Dopo aver frequentato la scuola elementare di San Salvo e la Scuola Media di Vasto si trasferisce dallo zio prete di Taormina, in Sicilia, dove prosegue gli studi in un Istituto Tecnico. Riesce bene in tutte le materie, ma eccelle nel disegno e nella pittura. Si iscrive all’Accademia delle Belle Arti di Napoli, dove ha come docenti i discepoli della scuola del maestro vastese Filippo Palizzi. Dopo aver conseguito il diploma presso l’Accademia napoletana, nel 1914 ottiene il diploma di abilitazione all’insegnamento nelle Scuole Tecniche. E’ nominato titolare di disegno presso le Scuole Tecniche di Chieti. Chiamato ad adempiere il servizio militare diventa sottotenente dell’esercito. Si distingue nelle battaglie sul monte Grappa e viene insignito della Medaglia di Bronzo e della la Croce di Guerra. Partecipa al secondo conflitto mondiale col grado di capitano, poi diventa maggiore. Stringe amicizia con il pittore Luigi Martella, il poeta Romualdo Pantini, l’avvocato Silvio Ciccarone, il farmacista Giuseppe Pietrocola,don Nicola Carmenini, Michele e Pietro Spataro, l’avv. Domenico La Palombara, il prof. Giulio Cardone e tanti altri stimatissimi amici della Vasto di allora. Dal ’50 al ’60 viene nominato giudice conciliatore onorario di Vasto. Con la liberazione di San Salvo dall’occupazione tedesca , avvenuta, il 3 novembre 1943, è chiamato a svolgere la funzione di podestà del Comune di San Salvo, affiancando il capitano canadese Seguin. Alla fine della guerra mondiale lascia l’insegnamento e si dedica alla pittura. “Nei quadri di Gaetano de Vito - spiega Felice Menna, critico letterario - ricorrono animali: buoi, cani, capre, cani e scene campestri. Si ispira al genio di Filippo Palizzi. Può dirsi la sua un’arte bucolica da cui attinge una grande “partecipazione emotiva”. “ Nei suoi quadri, il pennello si muove con tocchi precisi, fini e delicati - si legge in un volumetto scritto da Raffaele Artese - prevalgono i colori pastello che danno all’insieme leggerezza e sottili sfumature. L’amore per la natura trova la massima espressione dei fiori del suo giardino. Con l’età avanzante. i fiori riprodotti un colori tenui e tocchi delicati, non appaiono più nel vigore della loro freschezza, ma nel punto del loro declino”. Moltissime le sue opere. La maggioranza dei suoi capolavori è custodita nel palazzo ottocentesco del suo figlio Giuseppe. Alcuni suoi dipinti sono stati regalati ad amici e parenti. Altri si trovano a Lanciano, a Piacenza, presso collezionisti privati ed amici del pittore. Gaetano de Vito ha chiuso gli occhi in un freddo giorno d’inverno. Era il 7 febbraio del 1964. “Peccato che quei tesori - sottolinea Felice Menna - restano nascosti tra i ristretti muri, noti solo a pochissimi, e, quindi sottratte al godimento visivo di quanti, invece potrebbero ammirarle”. Il Comune di Vasto ha commemorato le opere del pittore Filippo Palizzi, gloria ed astro luminosissimo che non mai tramonta nel firmamento dei grandissimi pittori, sarebbe auspicabile che venisse ricordato anche Gaetano de Vito, che devotissimo al genio del Palizzi, a lui si ispirò nella sua produzione di pittore con molta dignità e sicurezza di tocco cromatico.

Michele Molino

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