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LU FUCHE D' SANT' ANTUNJE

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<< Lope da lu bbosch' sciss, foch 'mmocch' purtiss ' !! Sant' Antunje, 'ngh' sct' acqua current', Fà rmurì lu fuch ' ardenn '>> TRAD. << Il lupo dal bosco calò, in bocca il fuoco portò !! Sant' Antonio, con quest'acqua corrente, soffoca il fuoco ardente. >> Questa è la formula '' magica '' con la quale, ancora oggi, alcune nonne e bisnonne, '' incantano '' ( o credono di farlo ) un particolare disturbo. Tale patologia è un' infezione epidermica, un eritema molto fastidioso che manifestandosi in rossore della cute e bruciore, veniva (o più corretto sarebbe dire viene) attribuito ad una sorta di fuoco che ardeva nel sofferente. La figura di Sant'Antonio veniva evocata per lenire tale pena, il rito si compiva versando dell'acqua sulla parte colpita, e pregando il santo affinché provvedesse a soffocare quelle fiamme. Raramente si può assistere ad uno sposalizio in tal modo profondo tra sacro e profano, i due elementi s'abbracciano sino a confondere i propri confini. Questa cerimonia curativa trova certamente origine nel periodo medioevale durante il quale riti di identica natura rappresentavano la normalità, vista anche l'inadeguatezza delle conoscenze scientifiche. E' interessante come elementi di magia quali la formula magica (solitamente rimata), vengano così disinvoltamente mesciuti a simbologie (il battesimo dell'acqua) e figure (Santi) prettamente cristiane, confondendo l'atavico valore catartico attribuito all'acqua con il potere divino. Teniamo in questa sede a ribadire che trattasi di mera credenza folcloristica e che per quanto pittoresca e affascinante possa apparire, essa lascia il tempo che trova. Vi invitiamo pertanto, nel caso avvertiste sintomi simili a quelli sopra indicati, a rivolgervi ad un medico specialistico e ad esimervi dall'improvvisarvi stregoni.
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