Come gli studiosi prevedevano, i saggi effettuati sotto il pavimento di piazza San Vitale hanno cominciato a restituire importanti, preziosi reperti archeologici; e, con essi, nuovi elementi di conoscenza dell'impianto romano su cui è poi sorta la San Salvo medievale.
Davanti all'ex palazzo scolastico (ora ad uffici comunali) sono stati trovati un pozzo centrale (forse la cisterna del Monasterium Sancti Salvi), un grande contenitore non ancora definito nella funzione e, cosa ancora più rilevante, l'impluvium di una domus. Vicino la ''Porta della Terra'' e al centro della piazza sono emerse fondazioni e murature che in parte proseguono sulla linea di quelle scoperte sotto l'ex casa Cilli e in parte delimitano nuovi, interessanti vani ed edifici. Sul lato nord della chiesa di San Giuseppe sono state intercettate altre strutture di fondazione, spesso sul medesimo sito delle case demolite negli anni Sessanta-Settanta del Novecento.
Numerose, in quest'area, le ossa umane ritrovate che, in parte, potrebbero appartenere al piccolo cimitero medievale adiacente la Chiesa. E' inoltre venuta alla luce una presa d'aria dell'acquedotto che attraversa la piazza e poi sbocca in via Fontana.
Cosa si può dedurre da tali ritrovamenti?
Innanzitutto che l'abitato romano di San Salvo è stato da due a tre volte maggiore di quello medievale; e poi che forse si è sovrapposto ad un precedente abitato italico, frentano, il cui nome è ancora sconosciuto. Le ipotesi che si possa trattare di Buca o, ancor più, di Cluvia non vanno pertanto del tutto scartate; nell'attesa che si rinvenga un'iscrizione, un'epigrafe che possa rivelarsi illuminante per la soluzione del caso.
Il momento che San Salvo sta vivendo in relazione al recupero della sua vicenda plurimillenaria è dunque davvero eccezionale. Si tratta di un'occasione unica per ricostruire più compiutamente l'identikit di questa cittadina , così estrema nelle sue vicende di sviluppo e di crisi, e per riqualificare un centro storico che si era ridotto a un non senso, ad uno sventramento prolungato e privo di prospettive.
Il restauro della Chiesa di San Giuseppe, iniziato dall'autonomo Comitato e dalla Parrocchia di San Giuseppe, il recupero del patrimonio archeologico sottostante piazza San Vitale, la trasformazione della Mostra Archeologica da temporanea in permanente e, in ultimo, un rifacimento di piazza San Vitale con un progetto che sia all'altezza di una realtà così ricca di storia e di arte: sono questi, ora, gli obiettivi prioritari della comunità sansalvese, che certo potrà pensare e progettare il futuro con maggiore consapevolezza del suo passato.
