L'AZIONE DELLA MARGHERITA

| di Orazio di Stefano
| Categoria: Storia
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La Margherita a S. Salvo nasce come nel resto dell'Italia nel 2002 e viene diretta dalla giovane coppia ex D.C. Raimondo Pascale ed Antonio Boschetti. · Il primo, funzionario regionale, era transitato per il partito Popolare, dopo esser stato consigliere comunale nel 1985, assessore all'urbanistica nel 1992, dimissionario nel 1994 al fine di determinare la caduta dell'ultimo sindaco democristiano Bucciantonio; · il secondo, avvocato amministrativista, era transitato per il C.D.U. e per l' U.D.E.U.R., dopo essere stato capogruppo e segretario politico D.C. nel 1992, anche lui dimissionario nel 1994 al fine di determinare la caduta dell'ultimo sindaco democristiano Bucciantonio. I due leader, dopo l'uscita di Eugenio Spadano dal partito, animano e dirigono un gruppo politico giovane, ma con notevole esperienza amministrativa, di cui fanno parte: · Alfonso Di Toro, capolista e confermato Vice Sindaco, con delega al Commercio; · Luciano Cilli, amico di Boschetti, consigliere dal 1985 e Assessore ai Lavori Pubblici ed alla Manutenzione; · Domenico Di Stefano, amico di Pascale, consigliere uscente e Assessore alla Cultura; · Claudio Cupaioli, già collocatore comunale, consigliere uscente e Vice Presidente del Consiglio Comunale; · Gabriele Di Lallo, dipendente regionale, uomo di sport, consigliere confermato; · Nicola Rossi, new entry in Consiglio; · Gennaro Sannino, new entry in Consiglio; I quali alle comunali del 2002, insieme agli altri militanti e candidati della lista, sono stati capaci, al di là di ogni più rosea aspettativa, di raccogliere oltre duemila voti. Praticamente hanno ereditato oltre il 60% del voto che era della D.C. e lo hanno saputo portare a sinistra, in una città che era stata governata dalla D.C. di Artese, che certo non era della corrente demitiana. Si sono avvalsi dei rispettivi ruoli ricoperti nell' amministrazione Mariotti, hanno saputo farsi rispettare da quest'ultimo sotto la guida attenta del capo delegazione in Giunta Di Toro. Il quale, tecnico ed imprenditore edile, di simpatie D.C., era entrato in politica solo nel '98, eletto tra i primi Consiglieri, ma ha dimostrato, sia pure in pochissimo tempo, di saper trasformare in consenso il proprio operato amministrativo, tanto da confermarsi primo degli eletti della Margherita e secondo in assoluto dopo l'assessore provinciale Argirò. Se le elezioni si vincono al centro, ossia con il voto del centro, il partito della Margherita, guidato da una nuova generazione, ha dimostrato di essere saldamente al centro e di essere determinante per vincere o per far vincere il Centro sinistra locale. Essi hanno l'appoggio incondizionato del potente segretario organizzativo nazionale, l'on. Franco Marini, che, personalmente, è venuto a S. Salvo ed in una affollata assemblea, ne ha elogiato l'operato, giudicandolo in linea con l'esperienza italiana, anzi di esempio ad essa. Lo stesso Senatore Tommaso Coletti - a cui avevano dato il proprio consenso alle regionali del 2000, in antitesi al concittadino Spadano - è amico di questo gruppo. Se la Margherita italiana è un nuovo soggetto politico che, raccogliendo le forze moderate, vogliono determinare, restando autonomi dai D.S., la politica del centro sinistra, a S. Salvo, questo stanno cercando di fare Boschetti, Pascale, Di Toro e loro uomini. Se ci riusciranno sarà tutto da vedere, ma di certo fin'ora la loro azione si ascrive nella storia amministrativa di questa Città, poiché unisce alle istanze, agli interessi e agli umori della sinistra quelli del vecchio ceto elettorale democristiano su cui l'altra parte del centro, collocato nel Polo, deve scommettere se vuole tornare a vincere.




Orazio di Stefano

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