Franco D'Alfonso, sogna la Madonna, dopo qualche mese realizza una stupenda statua

Il negoziante non aveva mai tenuto in mano uno scalpello. La processione di curiosi continua

Michele Molino
25/04/2012
Attualità
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E’ difficile credere che una persona che non ha mai usato lo scalpello e il martello,  sia capace di scolpire   una Madonna meravigliosa.  Eppure c’è chi c’è riuscito.

Si tratta di un negoziante di  Fresagrandinaria, Franco D’ Alfonso. Una notte, l’uomo sognò la Madonna avvolta da un velo celeste, gli occhi dolcissimi e puri.

Cominciò ad avvertire una certa  inquietudine.

Una mattina, balzando dal letto, si mise alla guida del suo camioncino, e  raggiunse una cava di marmo di un paese alle falde della Maiella. Acquistò un blocco di marmo bianco di circa 40 quintali, e appena tornato a Fresa,  lo depositò nel suo giardino.

D’ Alfonso era un po’ nervoso. Non parlava con nessuno, nemmeno con la moglie. Il blocco di marmo non parlava , ma troneggiava nel suo giardino.

Una notte, si svegliò di soprassalto, andò in cantina, afferrò scalpello e martello, e con forza cominciò a far saltare le scaglie dal blocco. Nell’arco di un mese, pian piano, il marmo prese le sembianze di una signora dal viso dolcissimo, gli occhi bellissimi e puri.

Quella meravigliosa donna non poteva essere che Maria, la Madre di Gesù, Stella della Speranza.

Franco, scaraventò a terra lo scalpello e il martello, e scoppiò in un pianto dirotto.

La notizia si sparse subito in molti paesi vicini.

Iniziò  un via vai interminabile di persone. Chi si segnava la fronte e chi si prostrava innanzi alla statua.

“ Quando ho cominciato a scalpellare lo strato superficiale del marmo - ha sottolineato  il negoziante -  non pensavo minimamente di rappresentare la Madonna ;  andando avanti ho capito che quella figura di donna non poteva essere che  Maria Santissima, la Madre senza peccato”.

Il poeta fresano Bruno Di Domenico, scrisse allora: “La bellissima statua della Madonna, rileva bellezza e grazia”.

Nonostante siano passati quasi tre anni dal “fatto”, la processione di curiosi continua.

 

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