Rifiuti aumenti del 34% dal 2017

Aumentano i costi per il conferimento dei rifiuti al Civeta

Antonia Schiavarelli
22/07/2016
Attualità
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Aumenti salati per gli otto soci del consorzio intercomunale C.I.V.E.T.A. che si occupa della gestione e del trattamento dei rifiuti nel vastese, costituito dai comuni di Cupello, Monteodorisio, Vasto, Pollutri, Villalfonsina, Scerni, San Salvo e Casalbordino.

E’ con la delibera n.29 del 20 maggio 2016, alcuni giorni prima della scadenza del suo mandato, che il commissario regionale Lidia Flocco, ha stabilito nel nuovo Piano Economico Finanziario, gli aumenti delle tariffe dei rifiuti conferiti presso gli impianti del Civeta.

Stiamo parlando di aumenti consistenti, su tutti i comuni. Per i rifiuti urbani non differenziati si passerà da 85 euro a 128,10 euro a tonnellata (aumento del 34%), per quanto riguarda invece i rifiuti organici la tariffa da 60 euro a 88,35 euro a tonnellata (aumento del 32%).

Secondo il D.Lgs. n.152/2006 che regolamenta la materia, la tariffa del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani deve assicurare sia la copertura integrale dei costi di investimento, sia la copertura dei costi accessori relativi alla gestione dei rifiuti urbani.

Questa copertura dagli impianti del Consorzio Intercomunale Civeta, non era garantita con le tariffazioni fino ad oggi applicate.

Secondo l’attuale facente funzioni commissariali, il dirigente del Servizio gestione rifiuti della Regione Abruzzo Franco Gerardini, questi aumenti dovevano essere compiuti in modo graduale da diverso tempo “abbiamo chiuso il bilancio del 2015, con un deficit di 1.200.000 euro, non possiamo più posticipare gli aumenti necessari per poter garantire il servizio di raccolta e gestione dei rifiuti. Ho stabilito con i sindaci dei comuni interessati un incontro entro il mese di agosto, per stabilire tempi e modi per l’applicazione delle nuove tariffe. Molti gli investimenti che sono stati compiuti dal consorzio, si consideri che il 25 luglio verrà aperta la nuova vasca, fatto importante per tutto il territorio”.

Di fatto gli aumenti stabiliti, non fanno altro che livellare le tariffe del comprensorio vastese a quelle degli altri consorzi regionali. Diversa però è la gestione degli enti. Si consideri ad esempio che nella Val di Sangro, la Ecolan, società a completo capitale pubblico che riunisce 53 Comuni, ed popolazione di circa 160.000 abitanti,  ridistribuisce gli utili provenienti dalla trasformazione e vendita della parte ricca dei rifiuti, la plastica, il cartone, il vetro. La gestione è in mano a Massimo Ranieri, geologo, uomo di competenza in materia, già in forza al Mario Negri Sud, poi al Servizio gestione rifiuti della Regione Abruzzo e da circa tre anni nominato a capo appunto della Ecolan.

Nel vastese da circa un anno invece, i rifiuti ricchi vengono smaltiti dai comuni più importanti quali Vasto e San Salvo, presso un privato, comportando per il Consorzio un mancato introito.

Un nuovo commissario sarà presto nominato dal presidente Luciano D’Alfonso, la nuova lista di uomini e donne che si sono proposti per la gestione del Consorzio è pronta. Occorreranno mesi affinché il neo nominato, comprenda le complicate dinamiche dell’ente, nel frattempo i sindaci dovranno far quadrare i conti dei propri bilanci e cercare di giustificare aumenti probabilmente necessari, ma che con una gestione “normale” potevano essere applicati con una maggiore gradualità.

Così come è avvenuto con il Consorzio di Bonifica Sud, commissari che non appartengono al territorio, vengono nominati per pochi mesi, fanno il cosiddetto “lavoro sporco”, per far quadrare i conti e vanno via. E’ stato il destino di Giampiero Leombroni (rimasto in carica al Consorzio di bonifica per 4 mesi, che ha aumentato del 57% i canoni consortili agli agricoltori) e di Lidia Flocco (in carica per sei mesi), che rimarrà nei ricordi degli abitanti del vastese per aver aumentato il costo dei rifiuti del 34%.

Le tariffe della TARI vengono determinate considerando diversi costi, tra cui quelli di conferimento dei rifiuti al Civeta, che di fatto andranno ad appesantire le bollette dei rifiuti del 2017.

 

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