Comunità montana Alto Vastese, verso l'inciucio. Piluso spera nei voti della destra

Bernardo Gui
11/11/2009
Attualità
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TORREBRUNA - E' fissata per domani, alle 17,30, la seduta del Consiglio della Comunità montana Alto Vastese. Il presidente Luciano Piluso dovrà portare in aula, chiedendo il voto e quindi la fiducia ai sindaci degli otto comuni membri, il nuovo esecutivo, atteso che quello attualmente in carica presenta delle palesi anomalie, come la presenza di alcuni assessori che non hanno più titolo (perché non ricoprono più la carica di sindaco, ndr) a sedere in Giunta. Degli otto voti disponibili il socialista Piluso può contare senza dubbio sui sindaci di Castelguidone, Cicchillitti, e di Fraine, Finamore, considerati tra i suoi 'fedelissimi' ed entrambi di centrosinistra. Anche il delegato del comune di San Giovanni Lipioni, l'ex sindaco Di Prospero, sempre di sinistra, è iscritto d'ufficio tra coloro che rinnoveranno la fiducia al presidente di lungo corso. Più difficile, invece, la situazione sul fronte di Celenza sul Trigno e Torrebruna. I rispettivi sindaci, Venosini e Petta, entrambi di centrosinistra, non hanno nascosto la propria volontà di dare un segnale di rinnovamento della presidenza dell'ente. Ago della bilancia, dunque, saranno i rappresentati dei comuni di Carunchio e Castiglione Messer Marino, entrambi di centrodestra, e dunque, almeno sulla carta, ostili alla 'datata' amministrazione Piluso. Conti alla mano il presidente può contare su tre voti certi, più il suo. Due sono i sicuramente contrati e due gli incerti, anche se la logica politica e la coerenza dovrebbero indurre Carunchio e Castiglione a non appoggiare l'esecutivo di centrosinistra. Secondo indiscrezioni, tuttavia, pare che la presidenza sia impegnata, in queste ore che precedono il delicato Consiglio, in febbrili contatti con i sindaci Mastrangelo (PdL, ex An) di Castiglione e D'Onofrio (PdL, ex Udc) di Carunchio, proprio per cercare di convogliare quei voti. Insomma, un vero e proprio 'inciucio' potrebbe salvare, ancora una volta, il presidente Piluso. Se questa ipotesi quasi di 'fantapolitica' trovasse traduzione nella realtà i responsabili ne risponderanno, anche in termini di credibilità politica, ai propri elettori.

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