Domenico Ciuffolo, zio Ciufflix per chi vive il ricordo, il ricordo di una “Usa 94” e l’Italia di Baggio e Baresi sbagliavano i rigori nel campionato mondiale che doveva vederci alzare la coppa del mondo. Gli stessi che a Italia 90 la coppa “la meritavano lo stesso”.
Gli anni d’oro del grande Real, in moto sempre in due, la vespa di Domenico si chiamava “Simba”, come se era la moto di tutti: era come fosse una persona nel gruppo. Calci al pallone, moto e libertá adolescenziale: non era niente, ma per noi era tutto.
Oggi, come ogni anno, ci ritroviamo, non è niente, ma nel momento per noi è tutto. Un tuffo nel passato, un ricordo vivo, la vita che eravamo.
Senza pretese, senza filtri, solo noi e il nostro passato: un passato vivo, vivente in noi, non sappiamo chi saremo domani ma il nostro ieri è quello che riusciamo con affetto a raccontarci ancora, ancora per sempre.
Grazie Zio, grazie Ragazzi, Vi voglio bene. Viva, viva: Fosso!!
Ps: Ci siamo ritrovati a Masseria Zinni e abbiano mangiato benissimo!