Enza Rapino e le sue creazioni tra lime, seghetti e metalli preziosi

| di Danilo Di Laudo
| Categoria: Informazione Aziendale
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Passeggiando per le vie del nostro centro storico capita di imbattersi in quelle che sono le botteghe artigianali che rappresentano la nostra tradizione e quella del lavoro legato al nostro passato più o meno recente.

Tra queste botteghe, piccole ma molto accoglienti, abbiamo avuto l’occasione di entrare in quella dell’Orafa Vincenza Rapino. Ormai, con la cultura della velocità imperante, della virtualità paradossalmente sempre più reale, pochi si soffermano a pensare alla bellezza di qualcosa che possa ornare il nostro corpo e le nostre vesti. Tuttavia, entrando nella bottega dell’orafa, si sente in modo evidente, anche se la modernità è ben presente, tutta la carica di una storia che percorre tanti degli ultimi anni che ci hanno preceduto. Enza (così come la conoscono praticamente tutti), originaria di Ortona così come il marito, è approdata a San Salvo nel 1984, dopo essersi fatta le ossa e le prime esperienze nel mondo dell’artigianato grazie ad una bottega della sua città d'origine che frequentava prima del matrimonio. Importante, per il trasferimento nella nostra San Salvo, è stato l’aiuto  del cognato all’ora dipendente nella nostra zona industriale.

La prima bottega è nata su Corso Garibaldi in una San Salvo che all’epoca non conosceva ancora questo tipo di artigianato legato ai metalli preziosi. Sino al 2000 la bottega si è occupata di prodotti artigianali ma da quell’anno si è deciso di cominciare a commercializzare anche i prodotti delle case produttrici di gioielli.

Enza è rimasta nella sua ‘sede di partenza’ sino al 2006, anno in cui ha deciso di trasferirsi nell’attuale bottega sita su Corso Umberto I a due passi dalla Porta Della Terra.

Nei primi anni, ci ha detto Enza, anche mio marito ha avuto un ruolo importante nella gestione dell’attività visto che ha lavorato con me direttamente nel retrobottega imparando a sua volta le tecniche usate per lavorare i metalli. Il loro lavoro, certosino, accurato e sempre di qualità è sempre volto alla soddisfazione – nei limiti del possibile – quello che i clienti chiedono alle esperte mani di Enza che ancora oggi con l’uso di lime, seghetti, martelli e crogioli riesce a creare gioielli particolari e che rispondono ai desideri di chi li ordina.

Un lavoro certosino, l’abbiamo detto, che Enza svolge ancora oggi con passione e professionalità nonostante la sua attività sia una di quelle storiche della nostra città anche se sul muro del locale non c’è ancora la targhetta commemorativa.

Abbiamo chiuso nostra chiacchierata con una speranza però, infatti nonostante le grandi difficoltà legate ad un lavoro i cui beni sono ormai diventati ‘di lusso’ e purtroppo i giovani non vedono più come una possibilità per il futuro Enza è ancora fiduciosa. È vero – ci ha detto – è cambiata anche la mentalità rispetto a quando abbiamo cominciato e gli affari sono quello che sono ma secondo me c’è ancora la possibilità di tornare ad ammirare sempre più spesso questo tipo di gioielli.

La bottega si trova su Corso Umberto I, 7

Tel. 338/1991106

Danilo Di Laudo

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