- Cos’è l’Ortho-Bionomy®?
Questa domanda apparentemente semplice è sempre quella più difficile a cui rispondere. Ortho-Bionomy® ha mille sfaccettature, ma per iniziare a vedere di cosa si tratta, possiamo inserirla nel contesto delle discipline manuali.
- Come nasce questa disciplina?
O.B. nasce da un’intuizione di un osteopata (ex judoca) canadese, Arthur Lincoln Pauls. All’inizio della sua carriera studia un metodo chiamato “Strain and Counterstrain”. Questo metodo si basa sul principio per il quale, un corpo messo in una posizione antalgica (ossia priva di dolore) ha la capacità di rilasciare le tensioni. Vengono studiate e catalogate tutte le posizioni per ogni singolo disturbo, uguali per tutti, da mantenere 90 secondi. Arthur si discosta dal metodo originale portando l’attenzione all’ascolto; le posizioni antalgiche non sono più catalogate, ma cambiano di volta in volta così come i tempi, che variano in base alla persona. Il trattamento così diventa unico e “cucito su misura” per ogni persona. Per far ciò è richiesto uno sviluppo della percezione tattile, in modo da captare i cambiamenti che avvengono ai tessuti o alle articolazioni. Lo stesso principio poi si sposta a piani più sottili.
- Quali sono le sue caratteristiche principali?
Il rispetto dell’intelligenza corporea e la fiducia nelle sue capacità di auto-ripristino. Un corpo che ha attraversato delle esperienze più o meno importanti nel corso della vita, ha dovuto attuare una serie di azioni per sostenere o compensare degli squilibri. Quindi, come prima cosa, c’è il massimo rispetto per un corpo che ha fatto del suo meglio per cercare la migliore soluzione ad una condizione di disagio. Il tutto porta ad un’assenza di giudizio, in grado di generare un’atmosfera di apertura, accogliente per un eventuale cambiamento.
Stare in salute è una condizione naturale e più ci spostiamo da questa condizione, più insorgono tensioni, blocchi o compensazioni. Il corpo umano ha già tutte le istruzioni per stare in salute, ma per via di eventi esterni, stili di vita o fattori emotivi, può capitare che queste istruzioni vengano momentaneamente dimenticate.
Con manovre dolci, che non vanno in contrasto con eventuali blocchi, compressioni, sostegni e ascolto, si accompagna la persona alla ricerca della propria posizione antalgica, in modo da favorire il naturale rilascio delle tensioni.
Il tocco, allora, diventa strumento per veicolare un’informazione.
In O.B. non si agisce mai per una volontà personale dell’operatore, non si impone un cambiamento. La persona viene semplicemente accompagnata dall’operatore ad un maggiore ascolto di sé. Il tutto con il massimo rispetto della condizione della persona in quel momento.
- In cosa consiste una seduta di Ortho-Bionomy?
Anche qui si possono aprire diversi scenari: il metodo rende ogni trattamento originale e varia in base alle condizioni della persona. Generalmente però si ha una prima fase in cui la persona ci parla un po’ di sé, della propria condizione e di ciò che l’ha portata da noi. Una volta sul lettino, si procede con tutto ciò di cui il corpo ha bisogno in quel momento (manovre, compressioni, esplorazione della possibilità di movimento, posizioni antalgiche) . A fine trattamento si possono suggerire degli esercizi da fare a casa: esercizi che richiedono pochi minuti di impegno (1-3 min.), ma che con costanza possono portare un grande giovamento.
- È sostitutivo alla medicina allopatica? O è complementare?
Si occupano della persona in maniera differente. Di sicuro è più facile definirla complementare.
- Quali sono i problemi per cui le persone possono rivolgersi ad un operatore di Ortho-Bionomy?
Possono essere diversi; tendenzialmente quelli che riguardano la struttura corporea come dolori muscolari e articolari, disturbi posturali o legati alla mobilità. C’è da aggiungere però che molte problematiche fisiche hanno una radice più profonda, magari di natura emotiva o di una alterazione del normale funzionamento del sistema nervoso. Quindi può essere utile anche per stati di ansia e stress.
- È adatto a tutti?
Può essere adatta a tutti. Ortho-Bionomy, tra le sue caratteristiche, ha quella di non generare un rapporto di interdipendenza. La persona, durante una seduta, viene accompagnata ad un maggiore ascolto di sé (sia sul piano fisico, sia su quello emotivo), a prendersi cura della propria persona, ad essere responsabile (ossia ad essere libera). Quindi è adatto soprattutto per tutti coloro che hanno il desiderio e la capacità di non delegare la propria salute e il proprio benessere ad un agente esterno.
- Perché hai scelto Ortho-Biomony ?
Perché si basa su dei principi che in natura esistono da sempre e che funzionano da sempre, basta conoscerli, riconoscerli e rispettarli. Non si tratta di un credo religioso o fanatismo new-age, ma di fiducia nella capacità che un corpo ha di auto-ripristinarsi. Non è fantasia né magia: sono processi che normalmente accadono in maniera del tutto naturale (ad esempio mentre dormiamo con una buona qualità del sonno).
- Come si diventa operatori?
Frequentando un corso di formazione, generalmente triennale, dove vengono presentati i principi base, le tecniche e, con la supervisione degli insegnanti, l’applicazione delle manovre. Il tutto si conclude con un esame finale per certificare la capacità dell’operatore.
- Ci sono corsi attivi attualmente in Abruzzo?
Per ora no: ad oggi sono l’unico operatore in Abruzzo. Però, se dovesse nascere un forte interesse, si potrebbe trovare un sistema per organizzarne uno anche qui da noi. Mentre nel centro/nord Italia questa disciplina è già più diffusa e conosciuta, nel centro/sud se ne parla davvero raramente. È qualcosa che mi entusiasma davvero tanto ed ecco perché, dopo la qualifica come operatore, ottenuta nel 2019, ho iniziato un percorso di formazione ulteriore per poter diventare insegnante. Sarei davvero felice di poter portare l’Ortho-Bionomy (e l’atmosfera che la caratterizza) nella mia città e nella mia regione.
Per informazioni:
Paolo Boccia 329 732 9998

