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Lunedì 12 gennaio - La Parola del Signore

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Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: “Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo”. Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: “Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini”. E subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedeo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui. (Mc 1,14-20)

Gesù non ama stare da solo e, iniziando il suo cammino, va alla ricerca di persone che possano stare con Lui e non lo ricerca fra i frequentatori del tempio, che pensavano di essere apposto, ma fra coloro che potevano essere aperti all’avventura di una vita nuova ed inaspettata.

Ha iniziato la sua predicazione dai confini di Israele e lungo il lago, Gesù, chiama i primi discepoli, da quei luoghi guardati con disprezzo, dagli scribi e farisei di Gerusalemme. Ed è sulla spiaggia, che divide la terra dall'acqua (dalla sicurezza della terra all'insicurezza dell’acqua), che sceglie i discepoli per portarli ad una sicurezza «... vi farò diventare pescatori di uomini.»
Solo vivendo nella comunione con Lui, noi come i discepoli, possiamo capire la missione che Dio ha pensato per noi. Che non significa prendere delle grandi iniziative o avere l’ardire di fare ma, saper anche mettersi da parte, piuttosto che avere la smania di diventare grandi.

Nel corso della vita, anche io e te, siamo chiamati a conoscere il progetto che Dio ha su di noi, senza prevaricare, senza confondere, senza possedere perché Dio non è un calcolatore che sottrae, se non gli diamo tutto il tempo della vita che Lui ci dona, ma è Colui che è disposto a moltiplicare, il tempo che noi sappiamo donare per aiutare e sostenere chi è in difficoltà, e a darci mille volte tanto se anche noi siamo pronti a fare, come i discepoli che, «...subito lasciarono le reti e lo seguirono.»
Ed io come ho accolto, fino ad ora, il suo invito a seguirlo? Quale cambiamento radicale è avvenuto nella mia vita? In cosa devo cambiare ancora?

Signore, guariscimi dal pensare di seguirti abbastanza e non mi lascio prendere dal tuo amore che mi chiede di lasciare tutto quello che mi impedisce di amare te e donarmi completamente, come hai fatto Tu, per coloro che metti sul mio cammino. Amen

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