“Calle Cortes”, Antonella Deplano e Stefano Ricci documentano la strada del riciclo creativo di Bilbao

Metodi alternativi per ridurre i rifiuti

| di Valentina Chioli
| Categoria: Arte
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Il riciclaggio dei rifiuti sta diventando più che mai una necessità, la crescita della popolazione mondiale sta infatti causando la produzione sempre maggiore di scarti di ogni tipo  e, di conseguenza, l’aumento delle problematiche realtive al loro smaltimento e al continemento della loro azione inquinante.
Ogni attività umana prevede la produzione di sostanze di scarto che, se non correttamente eliminate, hanno conseguenze negative sull’ambiente e sulla nostra salute: i trasporti liberano gas nocivi nell’atmosfera, la maggiore richiesta di prodotti alimentari spinge gli agricoltori all’utilizzo di fertilizzanti che contaminano le acque, le industrie rilasciano una gran quantità di agenti inquinati e producono un eccesso d’imballaggi con lo sscopo di  rendere le confezioni più appetibili.
Le normative europee, nazionali, regionali e gli atti delle Amministrazioni Locali cercano già da tempo di trovare soluzioni concrete ed incisive per arginare il fenomeno, ma se in parte si sono ottenuti dei risultati, dall’altra la partecipazione dei cittadini è ancora limitata e disomogenea (in Italia, ad esempio, solo il 33% dei rifiuti viene differenziato, con un divario tra il 47% del Nord e il 15% delle isole)
La raccolta differenziata, le alternative agli inceneritori o gli impianti di selezione non sono, però, le uniche metodologie per la corretta gestione dei rifiuti, esiste un altro modo di guardare i nostri scarti ed è quello del “riciclaggio creativo”, un sistema non convenzionale concepito dall’occhio di chi sa guardare oltre, di chi genera bellezza dal nulla, cioè dall’artista.
Un bellissimo esempio di questo modo alternativo di riutilizzare i rifiuti è stato documentato da  Antonella Deplano, di San Salvo, e Stefano Ricci, di Sulmona, due giovani reporter che  per sei mesi hanno ripreso il lavoro un gruppo di artisti di Bilbao, Spagna, cretaivi che hanno fatto della passione per il riciclo la loro professione.
Il luogo del documentario è una strada, “Calle Cortes”, una parte di Bilbao che aveva ceduto al degrado e che l’Amministrazione cittadina già da tempo aveva in progetto di recuperare per restiruirla alla popolazione.
Il contributo fondamentale per la rinascita di questo luogo è arrivato proprio da questi giovani artisti che  hanno iniziato ad aprire quelli che in spagnolo vengono definiti “tallers”, cioè dei laboratori artigianali la cui particolarità e l’utilizzo, o meglio il riutilizzo,  di cio che è stato scartato dagli altri.
Il documentario ci conduce all’interno di queste botteghe, ci fa conoscere gli artisti ed il loro particolare punto di vista e  ci mostra che è realmente possibile costruire, ad esempio, una cucina alimentata dalla sola energia solare o far diventare un ombrello un bellissimo abito.
Questo modo alternativo di interpretare il riciclo dei rifiuti non deve però essere inteso come qualcosa che solo pochi possono o sanno fare:  uno dei principali intenti del documentario “Calle Cortes” e degli artisti che vi hanno partecipato è  far comprendere che  tutti possono e devono essere dei creativi.
La loro arte è infatti intesa non solo come un modo per salvaguardare l’ambinete ma anche come un mezzo per recuperare il contatto umano, coinvolgere gli altri nelle loro attività  e favorire l’acquisizione di  comportamenti corretti con il fine ultimo di  raggiungere un consumo sotenibile.
Un aspetto fondamentale del lavoro di questi artisti è quindi l’apertura verso il pubblico: vengono oraganizzati numerosi laboratori collettivi anche in differenti città e vengono coinvolte  scuole, ragazzi del luogo e persone di tutte le età con lo scopo d’insegnare a riutilizzare un oggetto per trasformarlo in qualcosa di bello ed unico.
Il laboratori di “Calle Cortes” hanno una produzione diversificata ed originale: tra gli artisti vedremo “Tuni Panea” che tramite quella che lui definisce una “simbiosi tra arte, natura e tecnologia” riesce a produrre melodie dalle piante; ci sarà anche un’artista, “Dolo Navas”, che crea abiti con le tele degli ombrelli e gli artisti  di “Truca Rec” che danno nuova vita e forma alle montagne di abiti scartati dagli altri;  bellissimi anche i complementi d’arredo di “Recrea2” marchio ormai affermato che utilizza solo materiali riciclati; infine non meno spettacolare “l’agrococina” prodotta dagli “Agronautas” non solo ecologica perché interamente alimentata dal sole ma anche perfettamente funzionante e funzionale.
Quello che di seguito proponiamo è il trailer del documentario la cui versione integrale sarà disponibile agli inizi d’ottobre, sarà comunque possibile conoscere gli artisti partecipanti e cogliere, anche se in solo in parte, il loro lavoro e le loro idee.
“Calle Cortes” è un viaggio fatto di colori e positività, un modo oper comprendere che tutti noi possiamo aiutare l’ambiente con pochi e semplici gesti, essere parte della soluzione del problema e non la causa del suo aggravarsi.

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Per visionare il trailer e aderire al progetto con una piccola quota di 20€ seguire il link:
http://www.produzionidalbasso.com/pdb_1204.htmlEl
 

 

Valentina Chioli

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