Con i Distorted Trio il jazz-rock fusion sbarca anche a San Salvo

La giovane band sta lavorando al suo primo disco

| di Concetta Carugno
| Categoria: Arte
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I Distorted Trio sono un gruppo musicale emergente composto da Roberto Zinni (bassista), Roberto Colaneri (batterista) e Santino Stinziani (chitarrista) tre sedicenni di San Salvo.
Nella band non c’è un vocalist e le loro performance sono solo strumentali. Oltre a fare cover di altri gruppi scrivono anche pezzi propri. Hanno già tenuto serate in vari locali e stanno incidendo il loro primo disco.
Abbiamo intervistato un membro del gruppo Roberto Zinni, che con ironia ci parlerà un po’ di loro.

Da quanto tempo suonate?
Suoniamo da circa 3 anni.

Che genere di musica fate?
Il nostro è un genere particolare e poco conosciuto purtroppo, il jazz-rock fusion.

Questa passione per la musica quando è nata?
È nata durante il periodo delle medie. Quando ci siamo conosciuti abbiamo scoperto che ognuno di noi suonava uno strumento diverso e perciò abbiamo deciso di dar vita a una formazione.

Di questa vostra passione ne volete fare un mestiere?
Si, anche sperando di rimanere insieme perché comunque gli altri due sono validi musicisti e quindi averli affianco nel corso della mia carriera sarebbe una grande cosa.

State lavorando a pezzi vostri?
Si, stiamo finendo di incidere il nostro primo disco composto dai primi nostri 4 singoli, che presto sarà sul mercato. Noi speriamo di riscuotere qualche successo, anche se è già una soddisfazione personale riuscire ad incidere un disco.

Perché avete deciso di chiamarvi proprio Distorted Trio?
Principalmente perché facciamo musica che non è molto conosciuta e ‘né molto normale’, quindi Distorted proprio perché anche noi siamo ‘ mentalmente un po’ distorti’ e creiamo musica che rispecchia il nostro modo di pensare.

C’è qualcuno a cui vi siete ispirati?
Sicuramente il nostro chitarrista si è ispirato a Saverio Tarantini, che è nostro compaesano, con il quale ha studiato molto tempo, prima che Saverio si trasferisse a Londra per continuare la sua carriera.

Avete in programma serate per questa stagione estiva?
Non abbiamo date precise però abbiamo intenzione di presentare il nostro disco tra locali come La Sfinge o Amena bar con i quali abbiamo già preso contatti.

C’è un vostro pezzo a cui siete particolarmente legati?
Un nostro pezzo che ci rispecchia molto è Kadesh, che è forse il più ascoltato tra i nostri brani. Ogni volta che lo risentiamo ci rendiamo conto che rappresenta molto bene il nostro genere.

Qual è il vostro sogno più grande?
Il nostro sogno più grande è far conoscere il nostro genere che in Italia è ancora poco conosciuto. Già fare strada nella musica è difficile e sfondare nel nostro genere per noi sarebbe una grande cosa.

Un grande in bocca al lupo a Roberto e ai suoi compagni!

Foto di GAIA NOVELLI (1°, 5°, 6°)

Concetta Carugno

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