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“Col cuore in mano nel 2012 nasce “Sorridere Sempre Onlus””

La prima associazione di clown terapia del Molise nasce anche grazie a dei sansalvesi

| di Maria Napolitano
| Categoria: Associazioni | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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La prima associazione di clownterapia del Molise ha origine anche sansalvese. Grazie ad un’altra associazione che li aveva fatti incontrare, un gruppo di sette amici, tra cui Alessandra Di Penta e il marito Lucci Alessio, ha conosciuto la bellezza del rendersi utili agli altri, e hanno fondato, nel gennaio del 2012, l’associazione “Sorridere Sempre Onlus”.

Di seguito l’intervista ad Alessandra Di Penta

Quanti membri conta, dove e come opera la vostra associazione?

All’inizio eravamo in sette e venivamo da San Salvo, Termoli e Rotello. Oggi ne siamo circa sessanta e siamo dislocati su due sedi una a Termoli e l’altra ad Airola in provincia di Benevento.

Allo stato attuale abbiamo una convenzione con l’ospedale di Termoli dove andiamo tre volte a settimana poi andiamo al centro disabili e casa riposo di Santa Croce di Magliano, alle case di riposo di Termoli e Ururi, dove andiamo una volta a settimana.

Cerchiamo di regalare a chi si trova in questi posti, cinque minuti in cui non pensare alla propria sofferenza. Una piccola magia, un palloncino, un sorriso e loro si rigenerano.  Ci spostiamo ovunque e lo facciamo davvero con il cuore. Indossare la maglietta verde dell’associazione è un orgoglio e ci riempie di gioia.

Qual è la cosa più bella di quando indossate questa maglietta?

La cosa più bella è ricevere molto di più di quanto pensiamo di donare. Quando in ospedale un signore si toglie l’ossigeno per cantare insieme a noi o per ringraziarci del tempo che gli abbiamo dedicato, o il disabile si ricorda sempre il tuo nome o tutto di te, il nonnino della casa di riposo ti abbraccia, ti stringe e ti bacia come una figlia, sai che hai ricevuto tutto.  Al centro disabili loro amano noi e noi loro. Ne usciamo sfiniti ma felici. Non importa quello che devi dare ma in quei momenti conta quello che ricevi. Prestare quel servizio in ospedale o in queste strutture,  ti riempie la giornata anche se quel giorno ti è andato tutto storto. Torni a casa gioioso.

Come conciliate il volontariato con lavoro e famiglia e com’è organizzata l’associazione?

Cerchiamo di conciliarci e di raccordarci in base alle esigenze di ognuno. Quando andiamo in ospedale, se ne vanno almeno due ore e mezzo, indossiamo letteralmente i vestiti del clown, ci coordiniamo sul da fare e poi “entriamo in scena”.  In ogni posto ci si muove in tre ed è fondamentale che tutti vadano con tutti in modo che ci sia una sintonia di squadra e non si crei la mentalità del “mio gruppetto”. Quando indossi la maglietta verde, la vita privata la lasci fuori insieme a chi ti accompagna.  

Almeno una volta al mese ci riuniamo per imparare  a fare cose nuove  e soprattutto per seguire i cosiddetti  “ allenamenti di fiducia”. Quando entriamo nelle corsie, non possiamo parlare ma dobbiamo capirci al volo con un semplice sguardo perché dobbiamo rispondere con tempestività e interpretare ciò che può essere giusto fare secondo chi abbiamo di fronte in quel momento. L’incontrarsi tante ore fa sì che ci cerchiamo anche nella vita privata e al di fuori della maglietta verde. Siamo diventati come una grande famiglia.   

Chi vuole entrare a far parte di questa grande famiglia come deve fare? Sono necessari dei requisiti? È previsto un periodo di formazione?

Basta che scarica un modulo dal nostro sito e poi deve seguire un corso di formazione tenuto da formatori esterni che dura un paio di giorni, al termine del quale viene rilasciato l’attestato di “Clown di corsia”. Bisogna avere diciotto anni perché questa è l’età che ci viene richiesta dagli ospedali. Ma con noi ci sono anche ragazzi di sedici anni che ci accompagnano in attività dove non è richiesta l’età.

S’impara giorno dopo giorno. Io sono entrata circa sei anni fa e ogni giorno ho sempre cose nuove da imparare. La formazione è importante perché non vai a fare il pagliaccio del circo ma il “clown di corsia” che richiede una sensibilità non indifferente. Non interagisci con una piazza ma con situazioni difficili e avvolte anche molto pesanti.

 Sono arrivate persone che sono venute per curiosità e poi hanno acquisito una sensibilità diversa?

Sì qualcuno è venuto per curiosità e poi è rimasto come pure sono arrivati tanti con tanta voglia di fare ma poi per strada si sono persi. Succede! Essere volontario e soprattutto fare il clown di corsia non è semplice. Noi togliamo tempo a noi stessi per gli altri e lo facciamo con tutto il cuore. Metti maglietta verde, naso rosso palloncino e vai……

 

Maria Napolitano

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