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Consiglio delle autonomie locali, sinistra spaccata

Per il posto nell'ente si sfidano Roberta Marulli e Giovanni Di Stefano

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«Finalmente le spaccature all’interno del Pd e del centrosinistra vengono a galla e qualcuno comincia ad opporsi alle pretese delle solite facce».

Elvira Di Penta, consigliere comunale di minoranza del Comune di Tufillo, commenta così la doppia candidatura avanzata dal centrosinistra di zona in vista dell’elezione di un rappresentante in seno al Consiglio delle autonomie locali, un organismo previsto dalla Regione. Elettori sono i consiglieri comunali e il voto è previsto proprio in questi giorni. 
Il Pd vastese non è riuscito a trovare una convergenza su un solo nominativo. E così a sfidarsi saranno il solito sindaco di Fresagrandinaria, Giovanni Di Stefano, storico esponente socialista del Vastese, e il più giovane primo cittadino di Palmoli, Roberta Marulli. Due candidati che sono espressione di due mondi politici contigui, ma diversi e per certi versi antitetici. Di Stefano, è quasi superfluo dirlo, ha come sponsor i vecchi socialisti, a cominciare dal sindaco di Schiavi di Abruzzo, l’inossidabile Luciano Piluso, e gli esponenti più allineati del Pd, come il coordinatore di zona Carlo Moro. La fronda, invece, è rappresentata dalla corrente del Pd  e del centrosinistra incarnata dagli esponenti di Torrebruna, Palmoli, Tufillo, Dogliola, Monteodorisio, che anche anagraficamente sono diversi dai primi. 
Uno scontro intestino, dunque, che mira, probabilmente, a ridimensionare la corrente socialista all’interno del Partito democratico e del centrosinistra più in generale. 
Secondo qualcuno, però, la motivazione meramente politica non è sufficiente, da sola, a spiegare la doppia candidatura. 
Forse c’è dell’altro e probabilmente, per la prima volta, all’interno del centrosinistra vastese si comincia a parlare di «questione morale». 
La consigliere comunale di Tufillo, Elvira Di Penta, infatti commenta: «Prendo atto, con soddisfazione, che qualcuno, nel centrosinistra e nel Pd, comincia a riconoscere l’inopportunità di fare riferimento sempre alle stesse facce, ai soliti personaggi che hanno amministrato per decenni in molti Comuni del Vastese.  Si tratta, tra l’altro, di esponenti politici notoriamente implicati in vicende giudiziarie. Certo un rinvio a giudizio non significa nulla, bisogna attendere le sentenze, ma politicamente forse sarebbe opportuno che qualcuno si mettesse finalmente da parte, lasciando spazio ad altri. E visto che non tutti capiscono questa esigenza, ecco la necessità delle due candidature».
 
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