La 'lista del dissenso' seconda forza sindacale alla Sevel dopo l'esclusione della Fiom-Cgil

Esiti del rinnovo delle Rsu allo stabilimento del gruppo Fiat dove prevale la Fim-Cisl

| di Massimo Giuliano
| Categoria: Attualità
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"La lista del dissenso è la seconda forza sindacale alla Sevel, dove è stato vietato ai lavoratori di partecipare alle operazioni di scrutinio delle elezioni Rsa per via dell'esclusione della Fiom-Cgil".
 
Così il segretario regionale Fiom-Cgil, Nicola Di Matteo, a proposito delle elezioni delle 51 Rsa nello stabilimento del gruppo Fiat di Atessa, dove si è imposta la Fim-Cisl.
 
"E' incredibile che una forza come la nostra, che ha fatto la storia sindacale della fabbrica in questi 30 anni, viene messa da parte senza che nessuno batta ciglio". Alla Fiom non è stato consentito di partecipare con una propria lista di candidati alle elezioni Rsa della Sevel in quanto non firmataria del nuovo contratto Fiat entrato in vigore il primo gennaio scorso. Il sindacato ha quindi invitato i propri iscritti ad annullare le schede incollandoci sopra un bollino 'Io sto con la Fiom': Le schede nulle sono state 1.054, mille in più rispetto alle ultime elezioni del 2009, anche se a un certo punto a noi ne risultavano molte di più, circa 1.500. La questione che l'elezione pone è che un terzo dei lavoratori della Sevel, circa 2.000 dipendenti, non sono liberi di essere rappresentati dal sindacato che preferiscono. Il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, si dovrebbe vergognare quando dice che quello della Sevel per la Fim Cisl è un risultato storico: cos'ha di prodigioso un'elezione che ha fatto contare meno di 4mila voti validi sui 6.140 aventi diritto?" 
 
L'ultimo affondo il segretario della Fiom lo lancia ai sindaci del territorio, e in particolare a quello di Lanciano: "Abbiamo inviato oltre 200 lettere ai sindaci del territorio interessato dalla Sevel per segnalare il vulnus democratico in atto nello stabilimento più grande d'Europa per la produzione di veicoli commerciali leggeri: non ci ha risposto nessuno. Sono molto amareggiato che il sindaco del capoluogo della zona in cui insiste lo stabilimento metalmeccanico con più dipendenti in Italia, Mario Pupillo, non abbia assunto nessuna iniziativa per chiederci e chiedersi cosa sta succedendo alla democrazia del lavoro del nostro territorio".
 
Dopo il risultato di queste elezioni, "merito della lotta che Fiom continua a condurre per la difesa di diritti fondamentali dei lavoratori nonostante gli sia negata l’attività sindacale - sottolineano in una nota Marco Fars, segretario regionale di Rifondazione Comunista, Riccardo Di Gregorio, segretario provinciale, e i responsabili del Circolo 'Sante Petrocelli' di Vasto - si attende con ancora maggiore interesse la pronuncia del Tribunale sul ricorso presentato da Fiom contro la condotta antisindacale di Sevel. Come Rifondazione Comunista, continueremo a sostenere le iniziative di lotta della Fiom, con la quale continueremo a costruire lotte per la tutela dei diritti dei lavoratori sempre più compromessi dal governo Monti, non a caso molto apprezzato da Marchionne".

 

Massimo Giuliano

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