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Fabrizio Di Stefano: «I sondaggi danno la Magnacca vincente al primo turno»

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Per vincere una competizione (di qualunque tipo) si elabora prima una strategia e poi si mettono in atto le tattiche. Strategicamente il centrodestra ha puntato su colei che nei fatti aveva guidato l’opposizione: Tiziana Magnacca. E per dimostrare unità le ha costruito attorno tre liste, una per ognuno delle proprie leadership. Il Nuovo centrosinistra (consapevole che la divisione col Pd fosse seria) ha puntato, invece, sull’aggregazione possibile di tutte le forze della coalizione. Per questo ha celebrato le elezioni primarie, che sono andata bene (2766 votanti) e che le hanno permesso di candidare a sindaco Domenico Di Stefano. Il Partito democratico, insieme alla civica di Alfonso Di Toro (consapevole che la divisione col Ncs fosse seria) ha puntato su un candidato di notevole esperienza: l’on. Arnaldo Mariotti, affidandogli il compito strategico di andare al ballottaggio e riaprire poi la partita. L’Udc non ha fatto alleanze ed ha candidato a sindaco il proprio giovane segretario Fabio Travaglini, puntato strategicamente sul secondo turno, nella propria certezza che i giochi si faranno al ballottaggio. Il Movimento San Salvo a 5 stelle fin da subito ha puntato a distinguersi da tutto il resto del sistema politico e per questo ha presentato una novità: Marco Sabatini (a sindaco) e tantissimi giovani nella lista. Tre forze su cinque, dunque, hanno costruito le proprie strategie sul turno di ballottaggio: Udc, Pd e Ncs, anche se quest’ultimo in un comizio ha fatto dire a Di Stefano (Domenico) che vincerà al primo turno. Per 5 stelle è ininfluente se il sindaco verrà proclamato il 7 maggio piuttosto che il 23, perché i ragazzi di Beppe Grillo non possono fare alleanze. Chi invece oramai punta decisamente a chiudere la partita al primo turno è il centrodestra, che nel comizio del 26 aprile ha fatto dire sempre a Di Stefano (ma Fabrizio) che i propri sondaggi danno per vincitrice fin dal primo turno Tiziana Magnacca. E questa non è più strategia, ma tattica, che viene adottata per almeno quattro motivi. Anzitutto il centrodestra (nelle tre ultime elezioni ’98, 2002 e 2007) ha sempre avuto forbici di percentuali tra il 43% e il 46%., ma il centrosinistra era unito ed aveva il valore aggiunto della “gestione” della campagna elettorale dal Comune, dove stavolta c’è il Commissario. Inoltre la coalizione della Magnacca spera in uno spostamento di consensi da sinistra che le consenta di superare la soglia del 50% : ha candidato anche un ex consigliere comunale del Pds. Forse inconsciamente a destra si teme anche una riunificazione delle due coalizioni di sinistra (al momento alquanto improbabile, anche se c’è chi ci spera e ci lavora). Ed infine essi puntano nella profezia che si auto adempie, per cui se la massa si convince che è vincente fin dal primo turno la Magnacca, questa convinzione trascinerà gli ultimi indecisi. Ciò detto, è possibile che questa tattica del centrodestra non sortisca l’effetto sperato e che la vera partita si giochi il 23 di maggio ? A nostro avviso, si andrà al ballottaggio: se le divisioni a sinistra non hanno fatto scattare il moto della protesta – cambiamento, se Gabriele Marchese capitalizzerà la sua tenacia amministrativa (fino all’ultimo giorno è stato fortemente presente e si è occupato dell’Amministrazione pubblica) e se Arnaldo Mariotti stavolta non riuscirà a penetrare l’elettorato moderato (come ha storicamente sempre fatto). Queste sono le tre variabili indipendenti della campagna elettorale, chiamate a dire quale strategia e quale tattica saranno recepite dall’elettorato.

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