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Di Pietro e i suoi 'desideri' ed un nodo alleanze difficile da sciogliere. Chiusa la Festa dell'Italia dei Valori a Vasto

Sipario calato a Palazzo d'Avalos. Nuovi appelli al Pd per una credibile 'alternativa di Governo'

Redazione
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"Ribadiamo, per la settima volta a Vasto: noi vogliamo essere una forza di governo e non perché amiamo le poltrone. Il Pd la smetta di nascondersi dietro al dito: 'ma Di Pietro ha parlato male del Capo dello Stato'".

Così il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro in uno dei passaggi più significativi del discorso conclusivo in occasione della Festa nazionale dell'Italia dei Valori ospitata a Palazzo d'Avalos a Vasto. Di Pietro, nella sua relazione finale, davanti alla platea del Cortile dell'antica residenza marchesale, ha insistito sulla "inopportunità" del conflitto di attribuzione a prescindere dal "rispetto al Capo dello Stato che nessuno discute".

C'è ancora il Partito Democratico nel 'cuore' delle sue considerazioni. "Da subito vogliamo invitare gli amici del Pd a non nascondersi dietro un dito. Stiamo ponendo problemi seri e vogliamo rispetto nel merito. La proposta di dialogo al Pd non è né un passo indietro né una resa - ha aggiunto -. Quando il Pd si allea con l'Udc che cosa c'è di centrosinistra?", ha detto ancora Di Pietro indicando il rischio di rimanere "cornuti e mazziati perché Casini non si allea con il Pd, ma semplicemente con chi va al Governo. Vogliamo costruire una politica di Governo alternativa rispetto a quella di Berlusconi, che era un uso improprio di funzioni pubbliche ed alternativa alla politica del Governo Monti". Ancora sul Movimento 5 Stelle e Beppe Grillo: "La questione non è la mera protesta del Movimento 5 Stelle, ma costruire un programma. Vogliamo essere forza di Governo e non di opposizione perchè di sola opposizione si muore".

Sulla riforma elettorale: "Non sia una regola del gioco truccata. Vorremmo sapere qual è la legge elettorale che state facendo - ha detto rivolgendosi a Pdl, Pd e Udc -, ogni giorno ci dicono che si sono riuniti gli sherpa di 'ABC' (Alfano, Bersani, Casini ndr.), ma non sarebbe meglio farla in Parlamento la legge, con le telecamere accese?"

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