Il Vastese è dimenticato? Due iniziative (alla stessa ora) per parlarne

Convegni a cura dell'associazione Il Territorio e Italia Unita

| di Antonino Dolce
| Categoria: Attualità
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Che il Vastese sia una sorta di terra di confine penalizzata in più occasioni è ormai cosa nota. Strade-colabrodo, depotenziamento della stazione di Vasto-San Salvo, zone industriali dai collegamenti inadeguati (vedi Gissi) sono solo alcune delle evidenze a testimonianza di ciò.

Per discuterne sono stati fissati due appuntamenti in data odierna a San Salvo. Peccato che per affrontare un tema così sentito in due sedi diverse si sia scelta la stessa ora. 

Alle 18 alla 'Casa della Cultura  – Porta della Terra' l'associazione Il Territorio terrà l'incontro Vastese terra di nessuno. Ne parleranno i massimi dirigenti e rappresentanti regionali del Partito Democratico: Silvio Paolucci (segretario regionale), l'onorevole vastese Maria Amato, il neo-sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giovanni Legnini e l'ex-sindaco di Pescara Luciano D'Alfonso. Previsti i saluti di Sergio Di Ninni (presidente dell'associazione Il Territorio) e Luciano Cilli, capogruppo Pd in consiglio comunale.
Assenti nella tavola rotonda e nella discussione vera e propria, quindi, i rappresentanti del Pd sansalvese fresco di dimissioni del segretario Agostino Monteferrante.
In rappresentanza del 'Vastese terra di nessuno' solo la deputata Maria Amato, di Vasto, che ne parlerà con esponenti - seppur autorevoli - di Chieti e Pescara. 
A chi toccherà accendere i riflettori sulle numerose istanze di San Salvo e dintorni non è dato sapere.

Alla stessa ora, in via Parri, nella sede di Italia Unita c'è un altro incontro dal titolo ancor più esplicito: Mò Avast, abruzzesi non facciamoci massacrare.
Esplicite anche le motivazioni dell'incontro: «Si stanno eliminando servizi e chiudendo strutture (basti pensare agli ospedali e alle guardie mediche) senza nessuna programmazione e verifica dei veri fabbisogno del territorio. Nel comparto dei trasporti pubblici locali, dopo aver buttato miliardi per pagare società private che non valevano nulla, adesso si eliminano corse e si isolano interi territori come l’alto Vastese. Le strade sono abbandonate, sfasciate e senza un minimo di manutenzione. State tartassando la povera gente con tasse, imposte e balzelli, insieme alla Chiesa, sui terreni agricoli di scarsissimo valore, sulle case, l’aumento del bollo alle auto quando in altre regioni si elimina questa odiosa e inutile imposta».
Ancor più dura la conclusione, che mette dentro un po' di tutto: «Siete dei Comuni voraci, veri e propri vampiri, bravi solo a mettere la mani nelle tasche del popolo, per ripagare errori grossolani che stanno producendo indebitamenti e squilibri finanziari. Diciamo basta alla partitocrazia, alla casta ed all’immobilismo della politica regionale, provinciale e comunale! Dovete andarvene a casa».
Unico esponente noto presente all'«incontro di tutti coloro che vogliono abbattere la partitocrazia», il presidente di Italia Unita, Antonio Turdò.

Tra autorevoli esponenti di Chieti e Pescara - probabilmente all'inizio della campagna elettorale per le prossime Regionali - e un incontro per abbattere la partitocrazia si parlerà concretamente dei problemi perenni che affliggono il Vastese? Alle 18, in due differenti sedi, la risposta.

Antonino Dolce

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