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Incontro con il M5S, dal decreto salva Berlusconi al parlamento burattino

Durante l’incontro rivelazioni sullo stato della politica italiana e sul rapporto con i media

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Sabato 22 giugno, alla marina di San Salvo, c’è stato l’incontro con il Movimento 5 Stelle. In quest’occasione, Luigi di Maio, Andrea Colletti, Gianluca Castaldi e Daniele Del Grosso, hanno preso un giorno di pausa dal proprio lavoro per incontrare chi li ha votati, per scendere in strada a incontrare la gente come ai tempi delle votazioni, per dimostrare che non sono cambiati e che non si sono dimenticati di loro.

Hanno accettato le critiche e risposto alle tante domande, molte di queste legate al cattivo rapporto con i media. «Abbiamo avuto tre mesi difficili - dice Luigi Di Maio Vicepresidente della Camera dei Deputati - all’interno del parlamento siamo dovuti partire da zero, senza nessuno che ci aiutasse, francamente il primo giorno ci abbiamo capito poco o nulla, dal secondo abbiamo pensato solamente a voi. Ci stiamo impegnando per cambiare qualcosa.» Poi continua parlando dei media: «Loro sono solo interessati al gossip, alla tuttologia politica, noi vogliamo andare in televisione per parlare dei temi, per raccontare ciò che stiamo facendo, ma a loro non interessa, loro fanno dieci domande sui temi e una sui gossip, e a loro interessa solo l’ultima, che poi è l’unica che mandano in onda. Duri anche gli attacchi al sistema politico attuale, univoco era il discorso dei politici: « Non funziona come pensate, nessun parlamentare ha potere di decisionale, al bar sono anche d’accordo con la tua proposta. Poi inspiegabilmente ti votano contro, non sono altro che burattini in mano ai pezzi grossi. Si giustificano dicendo che non possono fare nient’altro. Lo sanno tutti che se non voti con il gruppo vieni espulso».

Discorso a parte meritano i giornali e i media, accusati di disinformazione e calunnia nei confronti del M5S.
«Hanno paura di noi, per questo ci attaccano, pochi giorni fa ci hanno dipinto come i cattivi. Noi, secondo loro, andiamo contro i terremotati, ma non dicono che abbiamo proposto di aumentare i finanziamenti, dicono soltanto che abbiamo bocciato un decreto legge zeppo di porcherie, un decreto legge del governo Monti che è stato fermo 47 giorni al Senato e noi in 5 giorni lo dovevamo approvare alla Camera senza poter dare un emendamento. Questo era un decreto legge sull’emergenze ambientali che conteneva dentro: le camere di commercio estere; le rocce da scavo; le schifezze sull’Expo e volevano che noi lo votassimo perché c’era urgenza che lo passassimo altrimenti decadeva, qual era il ricatto? Che c’erano dei provvedimenti per i terremotati, noi lo sapevamo, infatti Andrea Coletti ha presentato un emendamento per cui destinava un miliardo di euro ai terremotati, abbiamo bloccato le schifezze per presentare delle vere proposte utili al popolo italiano e non per i fatti loro. »
I parlamentari raccontano come i primi tre mesi siano stati difficili, come hanno richiesto curriculum in tutta Italia, e come non sapevano nemmeno come comprare la carta per stampare ma che, nonostante le difficoltà, siano riusciti a portare alcune vittorie:
«Abbiamo chiesto che venissero eliminate le doppie indennità, le spese di rappresentanza, i rimborsi telefonici e ci siamo riusciti, abbiamo ottenuto un risparmio di 6 milioni di euro dopo 20 giorni dalle elezioni, ma questo non ve lo ha detto nessuno. Noi ci impegneremo per non far passare tutte quelle porcherie che vogliono passare, come per ultimo il decreto legge sullo svuota carceri, sono degli indulti di fatto, per i mafiosi, per Berlusconi e per tutti quelli che hanno fatto i più efferati crimini. Vogliono fare passare lo svuota carceri per i settantenni accusati di prostituzione minorile, come se questa legge non fosse fatta a su misura per qualcuno di loro. Noi vogliamo mettere in discussione le politiche economiche europee, vogliamo abbassare gli stipendi ai politici, vogliamo eliminare i grandi stipendi pubblici, noi siamo una minaccia per la casta, perché noi siamo un esempio, un cittadino semplice come me ha l’onore di presiedere l’assemblea di Montecitorio.» Assente all'incontro Gianluca Vacca mentre Enza Blundo, a causa di altri impegni, è potuta rimanere solo per un breve saluto.

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