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È iniziato il ministero di don Michele Carlucci

Tanti fedeli in piazza per il saluto a don Domenico Campitelli

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Piazza San Nicola, giovedì 12 settembre ore 18,00. Serata d’autunno, resa piacevole da un clima fresco. Folla delle grandi occasioni. Ci sono i parrocchiani e, in prima fila, le autorità civili. Ma soprattutto c’è l’arcivescovo Bruno Forte, venuto per «iniziare al ministero sacerdotale il nuovo parroco: don Michele Carlucci». E ci sono al loro fianco i presbiteri della zona pastorale di Vasto, tra cui il parroco che ha retto la Parrocchia negli ultimi sei anni: don Domenico Campitelli, che viene autorevolmente salutato dal sindaco Tiziana Magnacca.

La quale lo ringrazia, «a nome di San Salvo tutta», ed attesta che ha «saputo mantenere e allargare la Parrocchia», ereditata da Mons. Santoro, parroco qui per trentadue anni. Il sindaco dice che, da credente e come tutti i credenti, pregherà per don Domenico, nella certezza che «come lo è stato a San Salvo sarà importante a Scerni», sua futura sede parrocchiale. Tiziana Magnacca è l’interprete della riconoscenza di un popolo, verso un ministro di Dio, cui non era stato affidato un compito facile. Le parole del sindaco non erano concordate. Il mite sacerdote non le aveva cercate. Ma è giusto che siano state pronunciate, perché questa città qualche riflessione per non essere stata sufficientemente vicina a don Domenico, dovrà pur farla.

E il lungo applauso che gli viene tributato all’inizio della cerimonia, allorquando il vescovo saluta e ringrazia il sacerdote, è sintomatico dei dubbi diffusi tra i sansalvesi: abbiamo fatto sentire don Domenico uno di noi? Uno di noi, vuole, fin da ora, essere il nuovo parroco, che parte facendo una confidenza: «non è raro – dice – il caso in cui l’arcivescovo e i confratelli mi invitano a essere più diplomatico, più soffice, più carezzante, più cerimonioso». Poi, però, chiarisce che «non sarebbe onesto nascondersi nel mucchio e passare dove l’acqua è bassa».

Insomma don Michele vuole essere uno di noi, ma restando – come è giusto – se stesso. Il feedback che si dovrà stabilire non tanto e non solo tra il parroco e la sua parrocchia, quanto tra quest’ultima e la città (di cui storicamente San Nicola è stata un soggetto di solidarietà, cultura ed aggregazione) dovrà tenere conto della confidenza di don Michele e, quindi, del suo modo di essere uomo e presbitero. Il compito che l’attende sarà facilitato dal 'rilancio' che alla Chiesa sta dando il pontificato di Francesco, che sta cambiando lo stato da lui stesso rilevato di «una generazione incredula, con un numero di praticanti che si riduce sempre di più».

E, soprattutto, sarà facilitato, anzi dovrà essere facilitato, detto compito, dalla «continuità pastorale impressa dallo Spirito Santo», cui molto opportunamente l’Arcivescovo fa riferimento nel corso della cerimonia, che sarà visibile integralmente venerdì 12 settembre alle 20 sul canale 119 del digitale terrestre e, nei suoi tratti salienti, a reti web unificate: sansalvomare e sansalvo.net.

SERVIZIO FOTOGRAFICO DI ERCOLE MICHELE D'ERCOLE

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