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Le forze di opposizione pronte a rivolgersi agli organi competenti

Si preannuncia battaglia sugli ultimi punti all'ordine del giorno del consiglio comunale

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È scontro sugli ultimi due punti all'ordine del giorno del consiglio comunale di venerdì scorso. Il numero legale è venuto meno dopo l'uscita di Eugenio Spadano e l'abbandono dell'aula dei consiglieri di opposizione. La seduta però non è stata sospesa e gli otto consiglieri rimasti hanno votato i due punti.

Gabriele MarcheseArnaldo Mariotti e Nicola Sannino si sono quindi incontrati per una conferenza stampa sabato pomeriggio nel corso della quale hanno annunciato il probabile ricorso alle autorità competenti in materia, se in questi giorni non ci sarà una presa d'atto dell'errore.
Al centro della discussione c'è proprio la non-sospensione del consiglio comunale da parte del presidente dell'assise civica, in quel momento - dopo l'uscita di Spadano - Filomena D'Addario

Per Mariotti è comprensibile una disattenzione, ma è grave che nessuno sia intervenuto: «L'articolo 267 del Testo Unico, e lo statuto del comune che vi deriva, parla chiaro: per deliberare occorre la metà più uno dei presenti (quindi 9 sui 17 componenti). Il presidente del consiglio doveva prendere atto che il numero legale era venuto meno, sospendere la seduta e riconvocarla dopo 10 minuti rifacendo l'appello per vedere se si poteva andare avanti. Può esserci anche stata la buona fede della vicepresidente, ma a quel punto doveva subentrare chi è più esperto. Ora ci aspettiamo che il segretario ricontrolli i numeri e ammetta l'errore. Spero che non si tenti la furbata di far passare i due punti all'ordine del giorno come approvati all'unanimità».

ASSENZA INGIUSTIFICATA - Intanto, resta il problema in seno alla maggioranza. Il ritiro delle dimissioni non ha spazzato via le turbolenze. Ci sarebbe anche da chiedersi, però, dell'utilità del comportamento di Fabio Raspa. Presenta le dimissioni senza motivarle, le ritira senza alcuna spiegazione in consiglio e lascia la seduta sostando in piazza.
Nel mezzo dell'evitabile teatrino, si resta in attesa di capire cosa accade all'interno della commissione Affari sociali.

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