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Lavori in ritardo alle Poste, ma i disagi non si risolveranno con la loro fine

C'è la necessità di un secondo ufficio postale nella parte alta della città

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«Nell’ambito delle opere di ristrutturazione, sarà realizzata una ulteriore “Area Prodotti Finanziari”, dove personale qualificato sarà a disposizione per fornire chiarimenti e consigli in modo personale e riservato sui prodotti di risparmio e investimento offerti da Poste Italiane».

Così recitava parte dell'annuncio di Poste Italiane sui lavori in corso all'ufficio postale di San Salvo iniziati il 18 settembre scorso. Da ormai più di due mesi gli utenti per pagare bollettini ed effettuare qualsiasi operazione devono recarsi negli uffici mobili 'parcheggiati' nel piazzale non senza disagi, soprattutto nei giorni di maltempo. E che la soluzione provvisoria non sia delle più 'incoraggianti' è dimostrato anche dalle numerose lamentele arrivate all'amministrazione comunale solo dopo 10 giorni dall'inizio dei lavori. Il sindaco Tiziana Magnacca, per questo motivo, scrisse alla Direzione provinciale di Poste Italiane raccomandandosi affinché vi fosse la massima celerità.

I 60 giorni previsti sono passati da poco, ma a non far ben sperare è l'assenza sul cartello di riepilogo degli interventi della data contrattuale di ultimazione degli stessi. Attualmente, ogni mattina, la numerosa utenza si riversa all'ufficio di San Salvo Marina, dove dà vita a lunghissime code. 

La 'preoccupazione', però, non è data dal leggero ritardo dei lavori, ma proprio dalla ragione per i quali sono iniziati. Si sta procedendo alla realizzazione di un'altra area 'Prodotti finanziari', mentre il problema maggiore delle Poste di San Salvo è la lunghissima attesa per qualsiasi operazione (i 30 minuti sono d'obbligo), anche la più banale. Un solo ufficio nella parte alta della città è insufficiente per una comunità di ormai 20mila abitanti e non sembra che nei piani della Direzione provinciale vi sia l'intenzione di aprirne un altro.

Durante le ultime elezioni Amministrative, diversi candidati hanno accennato a tale esigenza, ma è chiaro che la compentenza non è nell'ente. All'amministrazione toccherebbe il ruolo di farsi portavoce delle esigenze dei cittadini, ma il compito sembra arduo mentre a livello nazionale Poste Italiane sta portando avanti un programma di chiusura di diverse sedi (di cui una a Vasto).

Insomma, tutto fa pensare che gli eterni disagi dei sansalvesi alle prese con le Poste, non siano destinati a finire con l'ultimazione dei lavori iniziati a settembre.

FOTO ERCOLE MICHELE D'ERCOLE

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