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Contenzioso Icea: è il Comune che ora batte cassa

Tiziana Magnacca decisa: «Ogni centesimo deve uscire dallo stesso consorzio»

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«Impensabile che questa sentenza debba essere pagata con soldi dell’ente che non siano quelli del debito che l’Icea hai nei confronti del Comune. Ogni centesimo dev’essere tirato fuori dalla ditta assegnataria dei terreni».

La prima uscita ufficiale del sindaco Tiziana Magnacca sul pesante risarcimento che il Comune rischia di pagare si conclude con un colpo a sorpresa. Nella parte finale di una articolata conferenza stampa (che ha ripercorso le tappe dall’entrata in scena del Consorzio Icea a fine anni Ottanta all’ultima sentenza di fine ottobre), il primo cittadino sansalvese rivela un aspetto dell’intricata vicenda finora rimasto sottaciuto.

Se da una parte c’è il consorzio che reclama quasi 4 milioni e mezzo di euro (4.413.323,53 per la precisione dall’esproprio della aree per l’edilizia Peep più interessi ecc.) per una sentenza ancora appellabile almeno per ciò che riguarda l’entità del risarcimento, dall’altra c’è il Comune che ne vanta 4.672.927,26 (per oneri di urbanizzazione non pagati) e su questa ‘non si scappa’.
Tale credito, infatti, è passato in giudicato nel 2007, ma da allora il decreto ingiuntivo confermato dal Tar non fu mai reso esecutivo. L’ex sindaco Gabriele Marchese non lo fece neanche negli anni successivi.
Lo farà domani l’attuale primo cittadino con una delibera di riconoscimento dei debiti fuori bilancio e ricognizione dei crediti (sarà approvata subito una prima parte da oltre due milioni di euro) che passerà nel consiglio comunale odierno (ore 16). Si darà mandato al decreto ingiuntivo e non sono esclusi sequestri conservativi di parte dei beni dell’Icea.
Inutile non pensare a possibili ricadute politiche, ma la Magnacca è ferma sul da farsi: «Spero si possa ancora tornare a ragionare serenamente con l’Icea. Il mio obiettivo è uscire finalmente da questo contenzioso senza danneggiare i cittadini. Amicizie e inimicizie personali vengono dopo il bene della comunità».

D’altronde i risvolti politici giocano un ruolo primario in tutta la vicenda iniziata più di vent’anni fa. L’amministrazione dell’epoca affidò all’Icea e altre ditte sansalvesi la realizzazione delle aree Peep. «Non dimentichiamo che il Consorzio – ricorda la Magnacca – è nato in seno al Pci. Lo stesso Gabriele Marchese fu uno dei revisori dei conti». L’idillio tra Comune e gruppo di imprenditori edili, però si ruppe qualche anno dopo: «Tutta la vicenda, come altre che riguardano il Comune che presto verranno al pettine, è nata da litigi personali fatti sulla pelle dei cittadini».
L’Icea portò – nel 1994 – in tribunale l’ente perché la pratica di esproprio dei terreni non fu ultimata, anche se – nel frattempo – lì lo stesso consorzio costruiva e creava alloggi. Tre anni dopo è il Comune a chiedere il pagamento di oneri di urbanizzazione ecc.
Da allora si sono succedute 7 sentenze civili e 6 procedimenti davanti al Tar con altrettante sentenze. L’ultima è quella di fine ottobre 2013.

In considerazione di quanto dichiarato ieri dal sindaco, il consiglio comunale di oggi assume particolare importanza. Se – come rivelato dalla stessa Tiziana Magnacca – il vicesindaco Angiolino Chiacchia , tra i creditori dell’Icea, ha sempre tenuto un comportamento aderente al compito istituzionale, lo stesso non si può dire del consigliere Fabio Raspa, la cui famiglia è tra gli altri creditori. «Raspa – ha spiegato il sindaco – ha una posizione diversa da quella di Chiacchia. D’altronde ci si è messo lui con le sue ultime uscite».

Insomma, la situazione è ribaltata. Da domani il Comune batterà ufficialmente cassa nei confronti dell’Icea (per una somma maggiore del debito). Una scelta forte che potrebbe costare l’addio alla maggioranza di Fabio Raspa (eletto nella Lista Popolare di Eugenio Spadano), ma preservare la collettività dal peso della sentenza.

 

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